COME FARE Maroni: «La priorità allontanare dal pericolo i soggetti più deboli»

La Lombardia scrive il primo piano anti violenza «di genere» a lunga scadenza. Sarà valido per quattro anni e verrà finanziato con un milione di euro, solo per la prima tranche. Obbiettivo è combattere abusi sessuali, stalking e pressioni psicologiche nei confronti delle donne. E anche degli uomini: stando ai dati della Procura di Milano, su 1.500 maltrattamenti commessi tra il luglio del 2012 e il luglio 2013 tra Milano e provincia, 180 sono violenze da parte di donne contro uomini.

I finanziamenti regionali serviranno a formare il personale degli ospedali, in particolar modo quello dei pronto soccorsi, perché siano in grado di intervenire «psicologicamente» in ogni situazione. Anche quando la vittima nega di essere stata picchiata nonostante lividi e fratture.

«La proposta è un traguardo importante - commenta il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, con la delega ad interim come assessore alla Sanità - è figlia di due anni di confronto e sperimentazioni attuate sul territorio lombardo. Segno della sensibilità da sempre dimostrata verso questi temi». Il documento, che verrà ora trasmesso al Consigli per l'approvazione definitiva (un pro forma vista la larga condivisione già riscontrata), costituirà la cornice di riferimento per lo sviluppo delle azioni e degli interventi a favore delle donne vittime di violenza e/o con figli minori. Il piano punta a «superare la sola logica di pronto intervento attraverso l'individuazione di azioni coordinate tra tutti gli attori a vario titolo coinvolti. Ma non solo: vengono potenziate le forme di assistenza, sostegno e protezione delle donne vittime, viene garantito un livello omogeneo dei servizi e attivato un sistema di rilevazione e monitoraggio del fenomeno a livello regionale oltre garantire una adeguata formazione degli operatori». In sostanza, appena la vittima si presenta in ospedale denunciando un'aggressione all'interno di casa, scatta un piano per ospitarla e non costringerla a tornare nello stesso letto con il marito. Non solo: con lei possono uscire di casa i figli minori e ci sono strutture pronte ad accogliere anche i bimbi disabili.

«Per la prima volta - spiega Maroni - viene definito un modello uniforme di accesso, accoglienza, presa in carico, valutazione del rischio e stesura del progetto personalizzato per la fuoriuscita della donna dalla situazione di rischio e di disagio sociale».

Nelle prossime settimane sarà pronta la delibera di giunta che stanzia il primo milione di euro per l'attuazione delle azioni già inserite nel piano programmatico. Dopo di che si aspettano i contributi del governo: in tutto il piano potrà beneficiare di 3 milioni di euro.

La Regione Lombardia si prepara così al 25 novembre, data in cui verrà celebrata la giornata nazionale contro la violenza. Ogni assessorato farà la sua parte: l'assessorato alla Formazione finanzierà corsi di prevenzione del mobbing, gli assessorati al Verde e alla Sicurezza organizzeranno dei corsi di sicurezza nei parchi. Tutti contro la violenza a seconda delle proprie deleghe.

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