«Faremo un piano anti-traffico come da voi»

Romano Blua: «I vacanzieri usino meno l’auto, con il Frejus riaperto la situazione migliorerà»

«Sono uscito adesso dal municipio e ho trovato una lunga colonna di macchine». Il sindaco di Courmayeur prigioniero del traffico sembra una barzelletta, ma è realtà per la località valdostana che detiene il record di polveri sottili: ben 19 microgrammi per metro cubo oltre il limite tollerato. I Tir, le auto dei turisti e, fino a qualche giorno fa, la chiusura del traforo del Frejus che ha convogliato il traffico sul Monte Bianco. Risultato: una media quotidiana di 9mila veicoli transitati sotto la vetta d’Europa nel mese di luglio, con 4.500 mezzi pesanti nei giorni di punta. Per la cittadina collocata all’imbocco del Monte Bianco guai metropolitani.
Courmayeur peggio di Milano? «Non esageriamo. Abbiamo due polmoni verdi stupendi, la Val Ferret e la Val Veny, ma effettivamente d’estate arrivano moltissimi turisti anche dalle altre valli» spiega il primo cittadino, Romano Blua. Proprio per questo, Courmayeur ha dovuto dotarsi di un piano traffico da grande città. Ampi parcheggi facilmente raggiungibili da cui partono i mezzi pubblici. Per tutto il mese di agosto, è stato anche fissato un carico massimo per l’accesso alle valli: mille auto per la Val Ferret e 800 per la Val Veny. Superato questo numero, i turisti sono costretti a lasciare la quattroruote nelle aree di sosta e ad usare le navette. «L’invito che faccio ai turisti è di usufruire di più dei mezzi pubblici che mettiamo a disposizione - continua il sindaco -. Solo così potremo migliorare la situazione dell’inquinamento in estate». Problema smog che il primo cittadino ha ben presente e che è continuamente monitorato dalle colonnine dell’Arpa.
Ma ogni piano del traffico, spiega Blua, non avrà alcun effetto in una cittadina così piccola senza la buona volontà dei turisti. «Bisogna avere il coraggio di lasciare la macchina. Noi italiani in particolare siamo poco disponibili ad usare altri mezzi. Gli stranieri forse lo sono di più». Insomma, piano del traffico e turisti ecologisti: è la formula Blua per perdere il primato di capitale alpina dello smog.