In via Farini l'isola degli aficionados: "Qui si impara l'antica arte andalusa"

Lezioni di ballo, percussioni o chitarra: "Il pubblico è in aumento"

La direttrice artistica di Milano Flamenco Festival è anche una delle anime più appassionate di flamenco in città. Il suo nome è Maria Rosaria Mottola, artista, coreografa, insegnante, dall'esperienza decennale in Spagna, terra nella quale è venuta a contatto con i più grandi interpreti di questa forma d'arte distribuita su tre fronti: la danza, il canto e la musica. In terra iberica Mottola ha fatto parte del corpo di ballo Cia Albaycin y Sacromonte nello spettacolo «El amor brujo» insieme a big del flamenco come Manolete e Eva la Yerbabuena. L'associazione culturale da lei diretta - Punto Flamenco in via Carlo Farini (Puntoflamenco.it) - è, per l'appunto, un punto di riferimento per gli appassionati a Milano e non solo. «Siamo nati nel 2003, dal 2008 organizziamo il Milano Flamenco Festival, proponiamo corsi di flamenco, tecnica dell'uso delle nacchere, corsi di chitarra flamenca, ma anche stage, conferenze, esposizioni - spiega Maria Rosaria Mottola Il festival, in particolare, serve a dare una visione panoramica sullo stato del flamenco oggi, un'arte che rispetta la tradizione ma che è in continua evoluzione». Il flamenco è ritmo e complessità, energia e sensualità: non è una danza per tutti, insomma. L'Italia, ci chiediamo, lo ama come altre nazioni? «In Italia il flamenco è diffuso e amato spiega Mottola ma non ancora come in Francia e Germania, nelle cui società le comunità spagnole sono più numerose che nella nostra, e come in Corea del Sud e Giappone, dove sta salendo una vera e propria febbre. La difficoltà del flamenco risiede nei ritmi composti non sempre regolari in 4/4, in levare, ipnotici. Ma come ogni disciplina, se ci si applica la si conquista. L'elemento percussivo è uno sfogo, il vero messaggio del flamenco è essenzialmente uno: la libertà. Zapateare, come si dice, è all'inizio difficile, ma quando inizi a dominare i tuoi piedi, ti senti libero». Il pubblico che ama il flamenco e che sogna di danzarlo è eterogeneo: «Da noi vengono persone di ogni estrazione ed età. Un pubblico, sia al festival che nei corsi, che cresce in modo stabile». Studiare a casa non è facile: «In un condominio è pressoché impossibile sorride Maria Rosaria Mottola si rischiano incidenti diplomatici coi vicini che abitano al piano di sotto. Per questo ci sono sale prova».