Fermati due giovani pusher nei boschetti vicino al sito di Rho

Provano tutti a inventarsi qualche modo per sfruttare l'occasione di Expo. Anche chi vende cocaina o chi si diverte con i vibratori. Gli addetti alla sicurezza del sito espositivo ne hanno una da raccontare a ogni occasione: l'ultima è quella di due ragazzi che hanno provato a improvvisare uno spaccio di cocaina nei boschetti intorno al sito. Grazie al dispositivo di sicurezza imponente non sono durati molto e mercoledì sono stati fermati. Il tempo di provarci e la loro iniziativa è stata subito stroncata.

Ma è solo una delle piccole storie su chi vede in Expo un luogo per concludere affari. Come quelle che si rincorrono su un vibratore che gli uomini di Amsa hanno trovato in una degli specchi d'acqua dietro ai padiglioni. Segno che l'esposizione scatena anche voglie pruriginose in chi la frequenta. E c'è già chi parla di un grande attivismo delle prostitute intorno al sito, qualcuno racconta anche di annunci scritti sui muri e nei bagni della metro per chi lavora sulla piastra: simili a «chiamami e fammi entrare che ci divertiamo». Chi si occupa delle pulizie però è altrettanto svelto a cancellarli.

Ma oltre agli aspiranti spacciatori, sono all'opera anche le mano leste: oltre al furto subito dal padiglione Toscana, si aggiunge il Messico. Un addetto del padiglione ha lasciato incustodito un computer e subito qualcuno se lo è portato via. Le telecamere non erano attive e quindi il mariuolo di turno se l'è cavata senza danni. Un piccolo danno rispetto ai colleghi toscani a cui i responsabili del padiglione rispondono con un sorriso. Anche perché quello messicano è uno dei più visitati dell'esposizione ed è complicato avere un pieno controllo sulla folla di visitatori.