Ferragosto, in città restano solo nonni e turisti

(..) che mangiamo, siamo anche, più prosaicamente, quello che buttiamo. Rispetto a una normale giornata di maggio, questa settimana è stata raccolta la metà dei rifiuti. Una città dimezzata, al primo posto nella classifica delle metropoli «abbandonate» dai loro abitanti. Se i fedelissimi di Milano sono 300mila, il 23 per cento della popolazione totale, a presidiare Torino rimangono in 230mila, il 26 per cento e a Bologna, le sentinelle della città delle torri sono 125mila, il 30 per cento della cittadinanza. Le cose a Milano sembrano non andare bene nemmeno per i turisti. «Le previsioni non sono entusiasmanti - rende noto Assoedilizia - 80 alberghi hanno deciso di chiudere: già l’anno scorso in agosto le camere d’albergo erano occupate al 45 per cento, contro una media dell’80». Ma a Ferragosto tutto si inverte. Così, se durante l’anno abitare nella zona 1, il centro storico compreso entro la Cerchia dei Navigli, è una passerella di boutique e vip, in questa stagione si trasforma in una rassegna di serrande abbassate, dove trovare un esercizio aperto è più difficile che altrove. Al di là dei disagi oggettivi, la città continua a vivere e si offre in una veste del tutto inusuale. Piazza del Cannone e il Castello Sforzesco diventano il cuore pulsante di una kermesse, organizzata dal Comune, che mira all’intrattenimento di anziani e famiglie. Le strutture sportive dell’Idroscalo faranno dimenticare mari e monti ai cittadini rimasti in città, che fra una pedalata e un giro in canoa, potranno trascorrere una giornata di vacanza a pochi chilometri da casa. E per chi ha voglia di far tardi c’è l’Idroparty, un appuntamento musicale organizzato dall’Arci Magnolia all’Idroscalo.
Anche chi vuole cercare refrigerio nella cultura, quest’anno è accontentato. Rimangono aperti tutto il giorno il Cenacolo Vinciano e la Pinacoteca di Brera, mentre al Museo nazionale della Scienza e della tecnica, sarà esposto il sommergibile Toti. Per un giorno, in fondo, i 300mila che sfidano la città ne sono un po’ più padroni.