È la festa della Lombardia (ma nessuno se ne accorge)

Oggi 29 maggio si celebra (e quest'anno per la prima volta) la festa della Regione Lombardia, stabilita con una legge e inserita nello Statuto. Per la verità che par di capire che non sono molti i lombardi che se ne son resi conto. Anzi forse proprio nessuno, a parte pochi consiglieri regionali (soprattutto leghisti). E, quindi, si tratterà di festeggiamenti praticamente clandestini, nonostante lo sforzo della giunta Maroni di organizzare un palinsesto di festeggiamenti.
C'è da ricordare che per decidere la data, insieme al vessillo che è diventata la bandiera di san Giorgio, l'allora governatore Roberto Formigoni fece una consultazione on-line e a spuntarla sul 22 marzo, ultima delle Cinque giornate di Milano proposta e sostenuta dal Pd, fu il 29 maggio caldeggiato invece dai leghisti più affezionati al Carroccio. A uscire dalle liti della politica capace di dividersi anche quando c'è da decidere una festa, fu la Battaglia di Legnano combattuta nel 1176 dalla Lega lombarda contro Federico I Barbarossa che imperatore del Sacro Romano Impero Germanico voleva imporsi sui Comuni dell'Italia settentrionale. I quali a un certo punto della guerra, misero da parte le rivalità e si allearono nella Lega guidata da papa Alessandro III. E vincendo a Legnano posero fine alla quinta discesa in Italia dell'imperatore Federico.
Nella storia e nell'immaginario sono rimasti quegli eroici fanti lombardi arroccati intorno al Carroccio, di cui una riproduzione sarà portata oggi nella piazza di Palazzo Lombardia, la nuova sede della Regione dove sarà anticipato il Palio storico di Legnano con rappresentazioni di figuranti ed esposizioni di costumi storici. A seguire due concerti di canti popolari lombardi e voci bianche, prima del premio Rosa Camuna. Il massimo riconoscimento della Regione che, per Milano, sarà assegnato ad Alberto Mantovani, Alberto Zanchetti, Antonio Colombo, Daniela Girardi Javarone, Ditta BCS, Fondazione Istituto di ricovero e cura Ospedale Ca' Granda e Giuseppe Manca. Per Monza e Brianza all'Autodromo di Monza; per Bergamo a Giuseppe Remuzzi, al cardiochirurgo Lucio Parenzan, Martina Caironi e Pierino Persico; per Brescia ad Agroittica Lombarda e Gruppo istituzionale di coordinamento Arte rupestre della Valcamonica; per Como a Livia Mandruzzato; per Cremona a Nicola Cesare Baldrini; per Lecco a don Vincenzo Gatti; per Mantova alla Gazzetta di Mantova; per Pavia all'Università degli Studi di Pavia; per Sondrio al Club Alpino Italiano - Sezione Valtellinese di Sondrio e per Varese ad Alenia Aermacchi e Antonio Sanna. «Tutte candidature - spiega il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo - scelte all'unanimità da tutti i capigruppo».
Con quello della Lega Massimiliano Romeo che oggi esporrà dalla finestra dell'ufficio e da quella di casa la bandiera con la croce di san Giorgio. «Per la prima volta la Lombardia ha una data in cui ricordare le radici di autonomia e di libertà. È la festa di tutti i lombardi, a prescindere dalle idee e dagli schieramenti politici. Un momento necessario per comprendere quanto la nostra identità e i nostri valori siano importanti per affrontare le sfide del futuro». Critico il vice capogruppo del Pd Fabio Pizzul pronto a chiedere che «la festa della Lombardia non si trasformi in Lega pride. Festeggeremo anche noi, ma vorremmo una manifestazione aperta che rappresenti la Lombardia di oggi e di domani, non una anacronistica rivendicazione identitaria, peraltro più di una parte politica che dei lombardi».