Festa del Ramadan in parrocchia

Si avvicina l'otto agosto. E la preghiera dell'Aid el Fitr nella giornata che chiude il Ramadan, il mese di digiuno sacro agli islamici. Fervono i preparativi per la festa finale, all'Arena civica e in diversi altri luoghi. Uno scenario importante sarà via Padova: il Centro islamico della zona userà il campo da calcio della parrocchia San Giovanni Crisostomo per la preghiera finale del Ramadan. Don Massimiliano, il neo parroco, si sta preparando ad accogliere la comunità e a consegnare personalmente la lettera scritta dall'arcivescovo, Angelo Scola, per la fine del mese di Ramadan. «Come credenti condividiamo sfide e responsabilità», scrive il cardinale.
Non sempre la convivenza tra cattolici e islamici, italiani e stranieri, è facile. Ma la tradizione della Chiesa ambrosiana è di dialogo. E la convinzione che il rispetto reciproco sia la strada maestra per superare diffidenze e tensioni è sempre più solida, nonostante inciampi come quello dello scorso anno, quando il messaggio del cardinale Scola, portato da don Alberti, non era stato ricordato durante la preghiera all'Arena.
Il centro islamico di viale Jenner è uno dei luoghi in cui non tutto finora è filato liscio. Anche qui, nella parrocchia dei santi Giovanni e Paolo di via Catone, ci si prepara a incontrare i responsabili del Centro per consegnare il messaggio dell'arcivescovo: forse sarà un gruppo di parrocchiani ad andare in viale Jenner. Abdelhamid Shaari, presidente dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner, spiega: «Non sappiamo ancora né come né dove verrà consegnato il messaggio. È una questione di gentilezza, un gesto che in Diocesi fanno da vent'anni. Siamo contenti».
Il cardinale Scola invita ad aprirsi l'un altro, pur nella consapevolezza che le differenze rimangono: «La prima esigenza che avvertiamo, per poter affrontare il compito di testimoniare adeguatamente la fede, è crescere nella conoscenza e nel rispetto reciproci, senza ignorare ciò che distingue e caratterizza l'identità di ognuno, ma ampliando e approfondendo forme condivise di riflessione e d'impegno». L'arcivescovo ricorda gli appuntamenti in calendario: l'anniversario dell'Editto di Milano, che si celebra quest'anno, e l'Expo 2015. Insiste sull'importanza di «promuovere il dialogo e la collaborazione intesi come frutto necessario dell'amore di Dio e del prossimo, i due pilastri biblici e coranici di ogni autentica spiritualità». Ricorda il messaggio «Una Parola comune tra noi e voi», che qualche anno fa numerosi sapienti musulmani hanno inviato a Benedetto XVI.
È un Ramadan speciale. «Quest'anno abbiamo ricevuto due messaggi: uno del cardinale e l'altro di Papa Francesco, che ha voluto firmare di suo pugno gli auguri» ricorda Davide Piccardo, portavoce del Caim, il Coordinamento delle associazioni islamiche milanesi che giovedì 8 si riuniranno all'Arena. Un incidente diplomatico adesso peserebbe molto di più.