Festa writer nella caserma occupata

Il gruppo dei «Pirati» annuncia un evento all'insegna delle bombolette: graffitari liberi di imbrattare

Non solo non se ne vanno, ma rilanciano. Il gruppo di occupanti della caserma Mameli ha intenzione di festeggiare alla grande. Per sabato hanno infatti organizzato una festa con decine di writer pronti a esercitarsi sulle strutture che una volta ospitavano i bersaglieri.

L'annuncio è stato dato dalla pagina Facebook del gruppo dei «pirati» e c'è già una lista di virtuosi della bomboletta spray che parteciperanno all'evento: stando a quanto scrive lo stesso collettivo, sarebbero già una quarantina. E se non finiranno i loro lavori entro sabato, troveranno le porte aperte anche il giorno successivo. Sarà dunque una due giorni all'insegna della musica che piace agli antagonisti e delle bombolette.

I responsabili della Cassa depositi e prestiti, ente a controllo pubblico che di recente ha acquistato la caserma, si sono subito allarmati e hanno allertato questura e prefettura. L'idea che un immobile possa diventare la tavolozza da disegno dei presunti artisti in arrivo sabato non li lascia tranquilli. E anche meno l'eventualità che accada qualche incidente. Ora è tutto in mano alle forze dell'ordine perché pochi giorni fa la società proprietaria della struttura ha depositato una denuncia per occupazione abusiva e adesso ha sollecitato l'intervento.

Intanto i partiti del centrodestra milanese si sono scagliati contro l'ennesima prepotenza della galassia antagonista. I primi a organizzare un sit-in di protesta in viale Suzzani sono stati i leghisti, con in testa il consigliere comunale Massimiliano Bastoni, a cui si sono subito uniti i rappresentanti di Fratelli d'Italia con in prima linea Riccardo De Corato. Anche Forza italia, tramite Silvia Sardone,ha alzato la voce chiedendo un intervento immediato. Il Comune però non ha margini di manovra sulla questione perché la Cdp è una società privata, sebbene a controllo pubblico. Dunque il sindaco Pisapia non può agire in alcun modo per espellere gli occupanti. Anche se proprio da questa amministrazione è stato veicolato il messaggio che fosse possibile prendersi gli spazi desiderati senza conseguenze: l'esempio del Leoncavallo, a cui il Comune vuole regalare lo stabile occupato abusivamente risarcendo la proprietà con altri immobili pubblici, insegna. La scelta di donare la struttura a spese della collettività è stata criticata persino da alcuni politici milanesi di sinistra, ma il capo del Leoncavallo Daniele Farina aveva fornito un forte appoggio alla campagna elettorale di Pisapia e si aspettava un riconoscimento. E prima di lasciare la poltrona di Palazzo Marino sembra che il primo cittadino voglia rendergli il favore.

Adesso si concretizza il rischio che anche alla Mameli si stia per aprire un Leoncavallo bis, per altro poco distante dall'originale, tra le proteste della gente comune che vede un gruppo di prepotenti impossessarsi di un pezzo di storia milanese per stravolgerne la natura. Ma nella Milano arancione hanno avuto più voce gli antagonisti dei cittadini, come hanno evidenziato le scorribande di Macao. Un altro collettivo che ha occupato, con appoggi politici, una serie di spazi privati e pubblici con la scusa di «restituirli alla città», senza che però nessuno li avesse mai rubati.