Feste, eventi e idee: via alla Design week

Il Fuorisalone di Interni apre i battenti Oltre mille appuntamenti in tutta Milano Il tema dell'anno è la creatività assoluta

Pamela Dell'Orto

La Torre Velasca illuminata di rosso (e blu) da Ingo Maurer, l'Università Statale che si trasforma in una meta imperdibile per chi vuole sperimentare nuove idee (e stili di vita), l'Orto Botanico di Brera che diventa un'oasi del benessere fisico (con palestra a cielo aperto). Benvenuti al Fuorisalone «Made in Interni». La Design Week si apre ufficialmente oggi con più di mille eventi e il noto mensile di architettura e design inaugura eventi spettacolari, installazioni stupefacenti, oasi di pace, incontri con archistar e super designer, appuntamenti imperdibili insomma.

Quest'anno il Fuorisalone di Interni esplora il tema della creatività assoluta, «Open Borders» , e apre al design per la prima volta anche la Torre Velasca, accesa venerdì sera da Ingo Maurer, con un'installazione luminosa rossa e blu che ha già cambiato lo skyline della città. «Sarà il faro di Milano, visibile di giorno e di notte, un segno indelebile nella città che racconta come in una settimana così viva la città si trasforma», spiega Gilda Bojardi, direttore di Interni. La torre, icona dell'architettura anni 50, rinasce grazie a Interni e Audi che hanno creato l'Audi City Lab, laboratorio per incontri e dibattiti allestito nell'Auditorium del 25esimo piano (arredato da Piero Lissoni). «Ogni giorno si parlerà del passaggio al futuro, incognite e grandi sorprese», con ospiti come Ingo Maurer, Stefano Boeri, Eleonora Abbagnato e molti altri (oggi alle 19 sul Untaggable PeoPle, intervengono il sociologo Francesco Morace, il designer-pr Marcelo Burlon e Carlo Freccero).

Alla metamorfosi della Statale siamo già abituati da anni, ma Interni riesce sempre a creare installazioni inaspettate (aperte a tutti fino al 23 aprile, stasera dalle 21 la grande festa di apertura). La più sorprendente? «Quella del cinese Maian Son, è un'installazione inattesa, una sorta di copertura aerea che avvolge i loggiati con un tessuto di plastica», racconta Gilda Bojardi. Le più interessanti? «Quella in legno di Stefano Boeri: 400 pali derivanti da alberi che creano una radura artificiale, in cui il visitatore può entrare a contatto con la natura, i tuoni, i cinguettii degli uccelli. E quella di Iosa Ghini, un luogo di riflessione fatto in ceramica. Mentre nel cortile del 700 c'è la casa del viandante: 4 piccoli moduli abitativi allestiti da architetti come Michele Del Lucchi, «una sosta obbligata nel lungo percorso del Salone. E sono progettati per diventare un albergo diffuso a basso impatto ambientale, per accogliere i pellegrini».

All'Orto Botanico, la natura incontra l'artificio con l'albero di 7 metri e mezzo in acciaio e cemento. «MyEquilibria» di Vito di Bari è «l'albero dell'equilibrio psico-fisico, un luogo dove gente può incontrarsi e socializzare, pensato per i parchi pubblici ma in dimensioni ridotte, anche per spazi privati», prosegue Bojardi. Ed è anche una palestra a cielo aperto, con un personal trainer disponibile tutti i giorni.

Questi tre luoghi simbolo di Milano sono legati da un unico tema: «Open Borders», l'apertura alla creatività multidisciplinare e senza confini, senza differenze, tant'è che ci sono progettisti e architetti da tutto il mondo. «Ci sono grandi attese per questo Fuorisalone», conclude il direttore di Interni, «che per fortuna non andranno deluse perché la città si trasforma non sono percettivamente ma anche grazie a proposte intellettuali, creative, ed estetiche fuori dall'ordinario. Insomma siamo aperti a tutte le nuove idee».