Fi e An attaccano la gestione dell’assessore allo Sport: «Il mare dei milanesi sta morendo». Inadeguati anche i controlli della polizia provinciale «Idroscalo fuori controllo, servono i carabinieri»

Sicurezza, degrado e balneabilità: secondo due relazioni «top secret» della Provincia il rischio è alto. Dioli: «Dati vecchi, polemiche infondate»

Idroscalo, il centrosinistra denuncia «l’imbarazzo» dell’assessore Irma Dioli. «Inconsuento e imbarazzante che la responsabile del “mare dei milanesi” non replichi politicamente all’attacco del centrodestra» osserva Roberto Caputo. Annotazione che il capogruppo provinciale dello Sdi fa seguire da un consiglio, «si dovrebbe convocare d’urgenza la commissione consiliare competente per una valutazione attenta delle notizie sparate dal centrodestra».
Traduzione: anche la maggioranza vuol vederci chiaro sulla gestione dell’Idroscalo made in Dioli, che si limita a definire «infondata» la polemica «perché basata su dati vecchi». Gestione messa nel mirino da Forza Italia e Alleanza nazionale che, documenti alla mano, denunciano come la «situazione sia fuori controllo».
Valutazione «oggettiva» di «uno stato di degrado e di rischi per gli utenti del “mare di Milano”» di cui, secondo i consiglieri Max Bruschi e Giovanni De Nicola, «l’amministrazione Penati è a conoscenza grazie a due relazioni commissionate a esperti di sicurezza». Relazioni che, attenzione, «preannunciavano la tragedia dei due bambini annegati il 13 maggio scorso: riteniamo dunque che ci sia una responsabilità quantomeno morale di chi guida Palazzo Isimbardi e di chi pur avendo in mano quelle relazioni ha deciso di non intervenire».
Parole pesanti come pietre cui, sorpresa, s’aggiunge pure «l’inadeguatezza della polizia provinciale» nel garantire eventuali interventi. Osservazione che è sintesi delle due relazioni sulla sicurezza all’Idroscalo prodotte da consulenti incaricati da Palazzo Isimbardi e che, sino ad oggi, erano «top secret». L’immagine che i due report dà degli agenti della polizia provinciale è di un corpo che brilla per «mancanza di professionalità» e «carenza delle basi normative»: risultato, «gli agenti svolgono il servizio in maniera approssimativa». E, in più di un’occasione, pur «trovandosi in presenza di conclamato reato non hanno provveduto come previsto chiaramente dalla legge all’intervento».
Giudizi messi nero su bianco dai periti Giovanni Vergottini e Flavio Massa, che non possono far a meno pure di notare «come il servizio non sia apprezzato dagli utenti, i quali in alcune occasioni a seguito di litigi riportavano lesioni e lamentavano pubblicamente l’inefficienza della polizia provinciale oltreché asserendo preferibile e auspicabile la presenza dei carabinieri».
Presenza dei carabinieri che Forza Italia e Alleanza nazionale sostengono «essere indispensabile, come punto di riferimento per la sicurezza dell’area del bacino artificiale»: «Nell’assenza della Provincia rossa che neppure coinvolge i corpi di vigilanza dei Comuni interessati all’Idroscalo non resta che rivolgersi a Istituzioni credibili e in grado di riportare ordine in un luogo a rischio». Quadro che spinge, in soldoni, l’opposizione di Palazzo Isimbardi a «reclamare una delibera di indirizzo per l’utilizzo dei fondi per l’Idroscalo» dopo aver «però verificato tutte le gare e gli affidamenti dell’Idroscalo made in Dioli».