Fiamme, assalti e molotov: la vigilia è ad alta tensione

Arrestati i primi «black bloc», attentanti contro obiettivi di destra E stasera si temono incidenti per le commemorazioni di Ramelli

La strategia della tensione funziona sempre. E non serve mettere in campo necessariamente trust di cervelli, menti raffinate o strateghi di chissà quale caratura. Basta organizzarsi, magari nascondendosi sotto un profilo basso che, però, non sempre garantisce l'impunità. Così, tra azioni di prevenzione e qualche spiata, la Digos ieri all'alba è andata a colpo sicuro al Giambellino, puntando dritta dritta allo spazio occupato abusivamente dai residenti riunitisi sotto la sigla «Base di Solidarietà Popolare» in via Odazio 8. Una perquisizione a tappeto lì e nella vicina via degli Apuli 1 e 2 ha portato alla scoperta di maschere antigas, 20 martelletti frangivetro, petardi, fuochi d'artificio, fumogeni, mazze comuni e rinforzate con la punta in ferro, fionde e picconi. Quindi in una vettura con targa tedesca parcheggiata in via Odazio - e il cui proprietario, un tedesco appunto, è stato arrestato - c'era tutto l'occorrente per fabbricare molotov: pezzi di stoffa, un imbuto, carta igienica, una tanica di benzina e delle bottiglie. Tutto materiale che sarebbe servito per mettere a fuoco e ferro la città dopodomani, 1° maggio e giornata inaugurale di Expo.

La Digos ha denunciato per occupazione abusiva ben 26 persone, di cui sei italiani e venti stranieri (quattro tedeschi e sedici francesi, questi ultimi noti come casseur , estremisti attivi nelle manifestazioni di piazza con l'unico scopo di sfasciare e danneggiare). Tra loro però solo in 4 (tre tedeschi e una francese) avevano i documenti con i quali sono stati identificati risultando così perseguibili: la Digos ha applicato nei loro confronti un provvedimento di allontanamento con accompagnamento alla frontiera ma il giudice ha deciso di lasciarli liberi.

La strategia della tensione, intanto, aveva già colpito altrove nella notte tra lunedì e martedì. La sede di via Palmieri di Forza Nuova, infatti, già presa di mira per le sue attività contro le occupazioni abusive, è stata danneggiata da una bomba carta lanciata da una finestra divelta, quindi i muri sono stati sporcati con la vernice. Le altre due incursioni notturne hanno riguardato, alle 3.50,lo spazio «Ritter» di via Maiocchi 28, «base» dell'editore specializzato in storia militare e collezionismo di volumi sul fascismo Marco Battarra, già fondatore della «Libreria del fantastico» di via Plinio. Qui ignoti, hanno rotto un vetro e lanciato un fumogeno con liquido infiammabile e vernice nei locali della casa editrice, devastando gli ambienti e ciò che contenevano: tra pochi giorni l'editore avrebbe pubblicato un libro sugli eccidi dei partigiani. Ultimo blitz della nottata un danneggiamento nella sede del sindacato Ugl Sicurezza civile, in via Aosta 13 : qualcuno, dopo aver infranto delle vetrine, ha spruzzato all'interno con un estintore.

Il clima di tensione - condannato anche dal sindaco Pisapia che ieri ha fatto un intervento in consiglio comunale stigmatizzando quanto accaduto - condizionerà anche la mobilitazione prevista per oggi a partire dalle 16.30 in piazzale Susa. Dove i movimenti di destra si riuniranno per il 40esimo anniversario dalla morte di Sergio Ramelli, fiduciario del Fronte della Gioventù assassinato nel 1975 a 18 anni da militanti della sinistra extraparlamentare.PaFu