Fibrillazioni Lega-Pdl Ma l’ok a Formigoni arriverà il 16 dicembre

«Capo, portaci a casa la Lombardia...» l’accorata richiesta arrivata a Umberto Bossi da un esponente leghista. «Adesso non chiedere troppo» la risposta del leader del Carroccio, ancora una volta rivelatrice del desiderio del Senatùr di non dichiarare guerra a Roberto Formigoni. L’ufficio di presidenza del Pdl è stato convocato per il 16 dicembre e all’ordine del giorno ci sono proprio le candidature per le Regionali. È probabile che quando sarà sbrogliata la matassa delle altre regioni, anche l’ufficializzazione della candidatura in Lombardia faccia il definitivo passo avanti.
Nell’attesa, complice il vento delle Procure, le fibrillazioni tra Lega e Pdl continuano, soprattutto tra gli esponenti del Carroccio che non si sono ancora arresi alla riconferma di Formigoni a presidente della Regione. «Forse non è vero che la legge è uguale per tutti. Di fronte a un esposto presentato in undici procure, solo a Milano hanno ritenuto di procedere con un avviso di garanzia» osserva amareggiato Formigoni, indagato su richiesta del Codacons per le polveri sottili.
I nervi sono tesi, come confermano i battibecchi frequenti tra pidiellini e lumbard. Così si spiega l’«incidente diplomatico» che ha coinvolto l’europarlamentare del Pdl, Mario Mauro, e Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture oltre che uno di coloro di cui si è spesso parlato come concorrente al Pirellone. Castelli, scherzando a un convegno a cui era presente anche Formigoni, ha ironizzato sull’avviso di garanzia: «È una vicenda talmente ridicola che Formigoni ne esce chiaramente come vittima e come esempio di amministratore che non può lavorare serenamente. Dal punto di vista politico, per usare una battuta, è sicuro che gli hanno fatto un favore».
Parole che hanno fatto imbizzarrire Mario Mauro, che nelle scorse settimane è stato più volte in visita da Rosanna Gariboldi, la moglie di Giancarlo Abelli detenuta a San Vittore nell’ambito dell’inchiesta sulla quale contano molti avversari del governatore della Lombardia, coltivando la speranza di disarcionarlo per via giudiziaria. «Suona strano il commento dell’onorevole Castelli, quasi fosse dispiaciuto. Mi auguro che sia solo una mia impressione» è sbottato Mauro. Controreplica di Castelli, che parla di «spirito scherzoso» frainteso da chi «pontifica da lontano». Conclusione: «Noto che con l’avvicinarsi delle elezioni in certi ambienti del Pdl cresce l’agitazione».