«Fiera, mazzette anche dopo il commissario»

Le mazzette in cambio di appalti sarebbero continuate nonostante il commissariamento del settore di Fiera Milano che si occupa degli allestimenti e della controllata Nolostand. Per questo la Procura chiede l'amministrazione straordinaria di tutta Fiera Milano.

I «nuovi episodi corruttivi» sono stati riferiti ieri dal pm della Dda Paolo Storari durante l'udienza alla sezione Misure di prevenzione del Tribunale. La vicenda è quella delle presunte infiltrazioni mafiose nelle gare. I pm chiedono anche la revoca dei cda di Fiera Milano e della stessa Nolostand, lasciando il timone in mano a un commissario straordinario, ruolo oggi rivestito da Piero Capitini. Sull'aggravamento delle sanzioni (già rigettato a ottobre) il Tribunale deciderà nella prossima udienza, il 17 gennaio, dopo aver ascoltato i legali della società. Intanto ieri è stato concesso il prolungamento di sei mesi dell'amministrazione giudiziaria di Nolostand.

Per i pm, il sistema di tangenti per ottenere appalti da Fiera sarebbe tuttora in atto. Sarebbe «verificato come taluni soggetti allontanati da Fiera siano in grado di utilizzare le segreterie per fare ottenere commesse e appalti a società che già lavoravano in precedenza e che risulta paghino tangenti a privati, impiegati e quadri intermedi di Fiera, per poter lavorare». Non si tratterebbe di figure apicali. Intanto Corrado Peraboni, ad di Fiera, e Maurizio Cozzani, amministratore unico di Nolostand, hanno denunciato sei persone, tra cui due ex dipendenti Nolostand, per corruzione tra privati: avrebbero agito danneggiando le due società.

CBas