Fiera, spunta il nome di Carlo Pesenti Oggi la nomina del nuovo presidente

Sala stoppa la candidatura di Zanella: aveva collaborato con l'Esposizione

Maria Sorbi

Ore concitate e telefoni bollenti. Oggi, dopo la giunta straordinaria convocata dal presidente della Regione Roberto Maroni, potrebbe essere annunciato il nome del nuovo presidente della Fondazione Fiera.

Appurato che per scegliere il migliore è stato costruito un bando ad hoc, altrettanto chiaro è che, fino all'ultimo, il nome dell'eletto è stato cercato al di fuori della rosa dei candidati ufficiali. E sia. Ma, ampliando il terreno di scelta, l'accordo è ancora più difficile da trovare.

In queste ore sono spuntati nuovi papabili. Tra questi anche Carlo Pesenti, ex amministratore delegato di Italcementi, leva 1963. «Giovane e competente» lo è, come ha chiesto il sindaco Giuseppe Sala tratteggiando l'identikit del presidente ideale. Tuttavia è anche colui che ha ceduto Italcementi al gruppo tedesco Heidelberg Cement e ha lasciato a spasso 400 persone. Potrebbe risultare un po' scomoda anche la sua vocazione «immobiliare» nel valutare scenari e progetti. Sia Roberto Maroni sia Giuseppe Sala stanno valutando con attenzione anche questi aspetti e la giornata di ieri si è consumata in una fitta rete di telefonate incrociate mentre l'uno e l'altro erano intenti in un'agenda politica serrata: uno al Giambellino per la prima giunta, l'altro impegnato sulla questione profughi, sul bilanci sanitari della Corte dei Conti e incastrato persino in un incontro con l'ambasciatore della Bielorussia.

Giuseppe Sala sembra aver stoppato la candidatura avanzata da Maroni di Maurizio Zanella, imprenditore di Cà del Bosco. Il motivo? Probabilmente evitare un'ulteriore gaffe e imbarazzi difficili da giustificare. A cominciare dalle sue varie collaborazioni con i padiglioni di Expo, per cui, come presidente del Consorzio Franciacorta, Zanella è stato sponsor ufficiale.

Resta invece in lizza il nome di Antonio Verro, ex assessore al Demanio a Milano e membro del cda Rai, tra l'altro regolarmente iscritto al bando regionale. Con lui anche l'ex presidente di Fiera spa Michele Perini, non ben voluto da parte del board fieristico e il penalista leghista Attilio Fontana che tuttavia sembra aver perso quota pur avendo inizialmente il sostegno di Maroni e un profilo perfetto per ricoprire la carica.

In pista e con le dita incrociate l'attuale presidente della Fondazione Fiera Benito Benedini che ieri si è presentato di fronte alla scrivania del governatore Maroni cercando di assicurarsi una riconferma. Ma in più occasioni Maroni non ha fatto segreto della sua poca convinzione su un Benedini bis. Soprattutto dopo la mossa di donare 30mila euro per la campagna elettorale di Beppe Sala e altrettanti per Stefano Parisi.