La Filarmonica esce dalla Scala e si apre alla città

Al via al Teatro degli Arcimboldi un ciclo di grandi concerti Domani sul podio Temirkanov

Varsavia mercoledì, Vilnius giovedì, sabato debutto al Concertgebouw di Amsterdam. E domenica di nuovo a Milano, dunque l'indomani al Parco della Musica di Roma su invito del complesso di Santa Cecilia (che a sua volta sarà ad Amsterdam lunedì). La Filarmonica della Scala è globe-trotter in questi giorni. Ma domenica fa tappa nella sua città con un concerto agli Arcimboldi.

Inaugura così Open Filarmonica, un palinsesto di iniziative di apertura verso la città, sulla scia di operazioni che l'orchestra, un ente privato, pur attivo nel teatro cittadino, ha messo in campo in questi ultimi anni, il caso delle Prove Aperte a sostegno di enti no profit. Domenica, ore 20, agli Arcimboldi propone una programma che pare tagliato su misura del direttore, Yuri Temirkanov: Quarta Sinfonia di Cajkovskij e di Mendelssohn. Una coincidenza.

Per la verità, Temirkanov è un last minute, pur di lusso: il direttore doveva essere Myung-Whung Chung, ma ha dovuto disdire - dice - per problemi di salute. A dieci anni dall'ultima stagione al Teatro degli Arcimboldi, la Filarmonica, sostenuta da UniCredit, Allianz e in collaborazione con il Comune di Milano, avvia un nuovo ciclo di cinque appuntamenti, da qui al prossimo autunno, pensati per raggiungere un più vasto pubblico.

Si è pensato ai frequentatori abituali, ma anche a giovani famiglie e turisti in visita a Milano solleticati da Expo. I programmi sono di non difficile consumazione, i prezzi sono contenuti, e soprattutto si applica la nuova formula di concerti con introduzione e guida all'ascolto.

Temirkanov mancava sul podio della Filarmonica da dieci anni, anche se risale al 1984 il primo impatto con la FdS, e anche allora nel segno della Quarta di Cajkovskij . Guida ormai paterna dell'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Temirkanov è uno dei musicisti-icona della Russia, per natura - umana e artistica - il perfetto alter ego dell'altro grande russo, anche lui a San Pietroburgo, Valery Gergiev.

Temirkanov, schivo, introverso, tutto musica, è stato il primo artista russo a esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l'Unione Sovietica dopo la fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Molto attesa questa sua Quarta di Cajkovskij a Milano. Dopo questo debutto, i concerti discovery proseguiranno con Riccardo Chailly che il 1 giugno guida il pubblico all'ascolto della Sinfonia n. 5 di Šostakovic con esempi musicali dell'orchestra. Il 21 giugno sarà la volta del direttore e compositore Tan Dun che agli Arcimboldi porrà a confronto la sua Cina con l'Occidente nel segno di performance multimediali. Il 20 settembre, il film di Fritz Lang, Metropolis, verrà proposto nella versione completa e con musiche dal vivo dirette da Frank Strobel.

Chiude il ciclo Daniele Gatti, il 18 ottobre, con un programma che sposa Daphnis e Chloé di Ravel con un grande classico: «Un Americano a Parigi» di Gershwin