Un filippino ubriaco aggredisce 3 peruviani e uccide un 21enne

La rissa domenica sera per una birra negata Caccia aperta all'omicida

Un banale alterco «Mi offrite da bere?» chiede il nuovo arrivato «Vattene via» gli rispondono i giovani seduti su una panchina. Tanto basta a scatenare la furia di un asiatico che accoltella tre ventenni peruviani. Con un bilancio terribile: un morto e due feriti. Ora è caccia all'assassino, del quale c'è solo una labile descrizione: 30 anni circa, orientale, forse filippino.

La rissa domenica poco dopo le 22 ai giardinetti di via Renato Simoni a Quarto Oggiaro. Su una panchina sono seduti Leo Jesus Guzman Cruz, 21 anni, C. G. C., suo coetaneo e U. M. J., un paio d'anni più grande. Ragazzi per bene, famiglie regolari con un'altrettanto regolare occupazione. Leo Jesus fa lavoretti occasionali, gli altri due gli antennisti. Hanno bevuto qualche birra di troppo però e quando arriva il nuovo venuto sono un po' su di giri. L'ospite, anche lui parecchio «bevuto», vuole aggregarsi al gruppo e soprattutto condividere le loro birre. I ragazzi rifiutano, con troppa foga. Ne nasce una discussione che presto scivola nell'alterco. Fino a quando l'orientale estrae un coltello e colpisce i tre in rapida successione, per poi scappare.

Le grida mettono in allarme i vicini che chiamano il 112. In breve sul posto arrivano i mezzi del 118 e un paio di volanti. I tre ragazzi sono pieni di sangue, vengono raccolti e dirottati nei vari ospedali. Leo Jesus Guzman Cruz finisce in codice rosso a Niguarda. Le sue condizioni sono disperate, ha riportato profonde ferite al torace e nel giro di un'ora e mezza cessa di vivere. Meno serie le condizioni dei suoi amici: C. G. C., va all'ospedale Sacco in «giallo», anche lui colpito al torace me le sue ferite sono poco profonde. È il primo a fornire una descrizione dell'aggressione e dell'aggressore. Ricostruzione del resto confermata anche dal terzo amico, portato in «verde» all'ospedale Fatebenefratelli con un graffio superficiale all'addome.

Il caso passa alla squadra mobile che, dopo i primi accertamenti, esclude si tratti di un regolamento di conti tra bande giovanili. I tre, tutti incensurati, non risultano infatti appartenere ad alcuna pandillas sudamericana. La polizia non pensa nemmeno che i due feriti abbiano avuto tempo, vista la rapida successione degli eventi, di concordare una ricostruzione di comodo. Dunque il movente sembra proprio una birra rifiutata. Le indagini partono ora dai soliti «accertamenti tecnici», vale a dire analisi dei cellulari agganciati in zona e soprattutto immagini delle telecamere, nella speranza abbiano immortalato l'assassino e quindi seguito nella sua fuga. Fotogrammi che potrebbero fornire indizi utili alla sua rapida identificazione.