Un film festival per Expo 2015 ma la burocrazia è un freno

Un festival di filmati ispirati a Expo. Anzi due: uno per «addetti ai lavori» e l'altro per tutti. E poi proiezioni per tutti i sei mesi «caldi» del 2015. «E Lombardia Film Commission chiamerebbe a raccolta anche tutti i più grandi registi chiedendo loro un ciak intitolato “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, per realizzare una serie narrazioni su pellicola ispirate a Expo. Ma è essenziale iniziare subito».
Non mancano certo le idee al direttore generale della fondazione nata per promuovere il cinema in Lombardia, Alberto Contri. Purtroppo, per un ciak a Milano, occorrono ancora fino a 16 permessi, in assessorati e uffici diversi. E per sapere se si ha accesso a una certa strada, circa 30 giorni. Insomma: girare una pellicola sotto la Madonnina resta inspiegabilmente una specie d'impresa, uno slalom tra non pochi ostacoli. Il direttore generale della fondazione Lombardia Film Commission guarda però agli ultimi 3 anni e conclude di nutrire molte speranze per il 2015: «le cose stanno cambiando: «abbiamo sbrogliato la burocrazia milanese che spaventa chi tenta di girare qui in città». Che, tradotti in denaro si parla esattamente di 9 milioni di euro di indotto sul territorio, per il primo anno, poco più per il secondo e per quello appena trascorso di circa 13-14 milioni.
Interpellato sul presente della produzione cinematografica a Milano e in Lombardia, Contri spiega che la fondazione, per invogliare le case di produzione, si offrono anche servizi che creano vantaggi economici. Come la fornitura di mezzi o spazi per pc o per il trucco, magazzini per mezzi ingombranti e «dritte» per location e mobilità.
Così, negli ultimi anni, sono state realizzate pellicole come «Che bella giornata», con Checco Zalone, «Benvenuti al Nord», con Bisio e Siani, il discusso film di Marco Tullio Giordana «Romanzo di una strage» e «Il mio domani», con Claudia Gerini. E anche film stranieri, indiani, ma soprattutto cinesi.