Filodrammatici, 220 anni di amore per il palco

Il teatro fondato da Napoleone vanta un'accademia blasonata e anche una ricca biblioteca

Marta Calcagno Baldini

Ci troviamo nella biblioteca dell'Accademia dei Filodrammatici, un ambiente accogliente, non grande a prima vista, a due passi dal Teatro Alla Scala. Contiene volumi dal 1500 fino al 1800, per circa 10mila titoli in tutto e a tema unicamente teatrale. Alcune opere sono reperibili soltanto qui: «Ci sono professori, studenti e studiosi che vengono apposta a consultare tra i nostrio scaffali» dice Antonia Chiodi, direttrice dall'Accademia dei Filodrammatici, ovvero la scuola e il palcoscenico che celebrano quest'anno i 220 anni di vita. «Si tratta di un teatro, a cui anche la Biblioteca è legata, impregnato di storia milanese» continua. Eppure non tutti in città lo sanno: «forse perché noi stessi siamo più impegnati a creare, produrre, che a raccontarci». Facciamo un bel respiro: 2016 meno 220 fa 1796, ovvero l'anno in cui Napoleone Bonaparte entra in Milano a capo dell'esercito francese. Già il 28 giugno dello stesso anno un gruppo di giovani chiede uno spazio per fare spettacolo. Si sarebbe chiamato «Teatro Patriottico», e ha come firmatari dei cittadini, attori per diletto ma non di professione, «mossi dall'amore per la democrazia». Nel luglio sempre del 1796 ecco la prima recita della neonata compagnia, «Guglielmo Tell»: biglietti ad offerta libera, affinchè chiunque potesse accedere in sala, secondo il principio educativo e filantropico che aveva animato fin dall'inizio la nascita di questo teatro. Principio che nel 1805 porta il Teatro Patriottico a cambiare nome in Accademia dei Filodrammatici. «Nasce in questo teatro la figura dell'attore civile continua la Chiodi -, cioè che ha un compito nei confronti della società». Da Vittorio Alfieri, arrivando fino ad Eleonora Duse, Gabriele D'Annunzio, e persino a Giorgio Strehler, sono tanti i personaggi che sono passati dal palco o dalla scuola del Filodrammatici. L'Accademia è sempre stata libera e gratuita: 16 docenti per altrettante discipline, dai tre di recitazione (Bruno Fornasari, Karina Arutyunyan e Tommaso Amadio), a Danza Contemporanea (Franco Reffo), canto (Liliana Olivieri), cultura teatrale (Franco Sangermano). «Ogni anno un regista esterno viene chiamato a mettere in scena con gli allievi lo spettacolo che apre la stagione successiva. Nel 2016-17 c'è Francesco Frongia, e sono stati qui Marco Balliani, Carmelo Rifici e altri».