Finanziamenti a singhiozzo per una visita che ci fa ricchi

di Sabrina Cottone

Parliamo di denaro, che non è (solo) lo sterco del diavolo, ma il mezzo indispensabile per organizzare una bella festa come il VII Incontro mondiale delle Famiglie. Papa Benedetto sarà a Milano per tre giorni, da Linate al Duomo, alla Scala, a San Siro, all’aeroporto di Bresso, al Parco Nord. In totale l’organizzazione dell’appuntamento costerà 10 milioni e duecentomila euro alla Fondazione Family 2012.
La copertura degli impegni economici non è stata però ancora completamente raggiunta, fanno sapere dall’organizzazione. Eppure si tratta di un appuntamento di enorme risonanza, che porterà a Milano oltre un milione di persone, secondo le previsioni dei dirigenti del Comune alle prese con i problemi logistici.
Gli studi sull’impatto economico per la città, l’indotto, parlano di 56 milioni di euro (la somma è fornita dal professor Luigi Campiglio, professore di Politica economica all’università Cattolica, uno degli autori della valutazione economica dell’evento). Cinquantasei milioni calcolati sulla base di un partecipante sobrio, che non faccia spese superflue, come spesso (non sempre) è per i pellegrini.
Per non parlare del ritorno d’immagine, che il professor Campiglio ha definito il rating delle “quattro A” per la città di Milano: ambrosiana, aperta, accogliente, attraente. Saranno presenti famiglie da 153 Paesi del mondo. «Una prova generale dell’Expo 2015», l’ha definita monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Family 2012. Un restyling in piena regola.
Non è necessario essere esperti di numeri per fare due conti: persino con una stima prudenziale al ribasso, il ritorno in termini di indotto è cinque volte superiore all’investimento, che però a livello istituzionale è rimasto quasi totalmente in carico alla Diocesi di Milano, alla Conferenza episcopale italiana e alla Regione Lombardia. A questi finanziatori va aggiunto il main partner Intesa San Paolo, che ha contribuito generosamente, insieme ad altre Fondazioni ed enti di erogazione e realtà imprenditoriali che hanno voluto fare da sponsor.
Ma mancano all’appello altre, importanti istituzioni. La prima è il governo. La presidenza del consiglio dei ministri ha concesso lo status di «grande evento» al VII Incontro mondiale delle famiglie, senza però prevedere un budget di spesa. E la stessa cosa può dirsi del Comune di Milano, che non ha ancora stanziato un euro per un appuntamento di risonanza mondiale, destinato a fornire a Milano grandi ritorni, economici e non solo economici. Ma anche in tempi di ristrettezze, come è possibile lasciare sulle sole spalle della Chiesa e di pochi altri volenterosi l’organizzazione di un evento del genere?
Commenti

eximius

Dom, 20/05/2012 - 09:33

Il papa porterà 56 milioni di indotto. Piacerebbe sapere dei 10 milioni di costi quanto sono coperti da sponsor, e cosa voglia dire sponsor "istituzionali". Ma soprattutto piacerebbe sapere quanti soldi di questi 56 milioni di indotto rientreranno nelle casse del comune o dello stato in forma di tasse, perchè ben poco mi consola sapere che i soliti commercianti avranno extra guadagni (con pochi scontrini) e soprattutto ben poco mi consola sapendo che moltissimi pellegrini andranno a dormire e mangiare in strutture religiose che non pagheranno un euro di tasse. Non vorrei che i soldi che entreranno finissero nelle stesse mani di coloro per i quali sono stati spesi i soldi pubblici. Fa bene il comune di milano a tenere chiusa la borsa, prendono 1 miliardo all'anno dall'8x1000, che se le pagassero loro i loro mega spot