Finisce in manette il palpeggiatore della «94»

«Sbagliate ad arrestarmi, dovreste vedere come si divertono le donne e se a una non piace, io ci provo con un'altra». Ha risposto più o meno così il 37enne lecchese Stefano P., meglio conosciuto come il «maniaco della 94» ai poliziotti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato Ticinese che lo stavano arrestando.

È da anni che il 37enne, celibe e residente ufficialmente nel lecchese ma in realtà senza un domicilio regolare, si «struscia» e palpeggia il sedere alle passeggere in viaggio sulla linea 94. In passato gli agenti lo avevano fermato già tre volte (una nel 2008 e due nel 2011) dopo la denuncia di altrettante ragazzine e donne non più giovanissime. Il 28 gennaio scorso una sua ennesima vittima, di 17 anni, si era rivolta alla polizia e lui era stato accompagnato al commissariato dove era stato denunciato a piede libero. Uscì dal posto di polizia affermando arrogante che quello che lui faceva «alle donne piace, è una sorta di opera umanitaria e voi non mi arresterete mai».

Così però non è stato e alle 8 di mercoledì scorso i poliziotti in borghese appostati sulla 94 lo hanno visto salire, hanno atteso che entrasse in azione e quando il «maniaco» ha iniziato ad allungare le mani lo hanno finalmente bloccato in flagranza. Lui non ha opposto resistenza alle manette e ha mantenuto un comportamento piuttosto tranquillo.

Tuttavia l'uomo, mentre veniva portato in carcere, ha continuato a manifestare a voce il fermo convincimento di aver compiuto in questi anni di molestie una sorta di opera socialmente utile. È principalmente per questa ragione che, nel convalidare l'arresto di Stefano P., il gip Vincenzo Tutinelli ha chiesto al pm Francesco Cajani di disporre per l'uomo una perizia psichiatrica.