Florida, morta a 5 anni dimenticata nella cripta

Storia della bambina «sepolta» sotto un tempio del Ca' Granda. La peste e la città del Manzoni

Florida, eri una bambina buona. Giocavi con bambole fatte di niente. Brandelli di iuta. Sacchi. Bottoni. Legnetti. I primi, capovolti, avevano la foggia di un vestito. Gli altri, rotondi, erano occhi aperti sul piccolo mondo antico di un Ottocento dimenticato. Sfumato nella vacuità del progresso. Gli arbusti erano lo scheletro di una pigotta fatta da mani di bimba. Florida, non hai avuto tempo di fare del male. E nemmeno hai ricevuto il dono del sorriso. Le lacrime brillano lì. Impresse sul tuo volto triste di chi non ha avuto neppure l'impegno della scuola. Imparare a leggere. Scrivere. Sapere che fuori di casa esisteva un mondo fatto di parole. Il silenzio che ti regalò alla terra, dalla terra ti ha raccolta prima che compissi sei anni. Florida, occhi bassi di disperazione e mani tra fiori che non hai annusato, non ne volere a chi ti ha sepolta laggiù. Tuo fratello Romolo ne aveva sette quando te ne andasti. E quel giorno soffrì. Anche se non ti ha detto nulla. E i 67 anni in cui è rimasto quaggiù te li ha raccontati il giorno che la vecchiaia se lo è portato via. Ti avrà spiegato che il nuovo secolo si era aperto fra grandi speranze. Subito morte. Un po' come te. Spente ancora bambine. Ti avrà detto che la Guerra è stata un'inutile strage, come disse il Papa di allora, l'austero Giacomo Della Chiesa. Uomo di Dio e di politica. Quindicesimo Benedetto di nome e ora di fatto. Romolo non ti avrà detto che, di guerra ce n'è stata anche un'altra. Perché lui non l'ha vista. Ha lasciato questo mondo prima di dolersene. Ma forse l'avrete vista insieme. Da lassù. O chissà, da quaggiù.

Non te la prendere, Florida, se ti hanno lasciata tranquilla - diciamo così - in una cripta. Non sei stata dimenticata nel buio sotterraneo. In un certo senso sei in compagnia. Sotto quei piedini, abbracciati da scarpe con la fibbia, che papà Antonio ha voluto per te, ci sono decine di migliaia di milanesi. Non li hai conosciuti. Sono morti di peste molto prima che tu nascessi. E come un stellina scomparissi. Cinque soli anni. Un lustro. Un nulla nel firmamento. Battito di ciglia dell'universo. Un tempo, lontano assai, dietro quei muri stava l'ospedale. Non l'università come ora. E molte di quelle migliaia spirarono in corsia. Sono quelli di cui parlò Manzoni. Fu uno scrittore, sai. È morto l'anno in cui sei venuta al mondo. Il '73. E scrisse di due ragazzi che volevano sposarsi e di un cattivo impiccione. Disse che quel matrimonio non s'aveva da fare. Ma scoppiò l'epidemia.

Sotto di te ci sono loro. Tutti loro. Uccisi da un batterio. Tu non sai che cos'è un batterio. A cinque anni non ci si preoccupa di microrganismi. Bestie letali che neppure si vedono. E ci sono gli eroi. Quelli che combatterono il Risorgimento. Studiavano come aggredire gli austriaci che governavano Milano. Difesero la città all'epoca delle cinque giornate. Era il '48 e anche allora non c'eri. Sei venuta dopo, ma te ne sei andata prima che a una bambina spiegassero la storia. Quella con la esse maiuscola. Generali ed eserciti. Regni e cavalieri. Li chiamarono eroi quelli che stavano sulle barricate al Ticinese, ma per altri erano cospiratori. Sai, Florida, dipende sempre da come la guardi. La Storia. Per noi, che siamo milanesi - e ora italiani - quei fantaccini erano un mito. Tuo fratello lo sa. È uno che ha studiato, lui. Ha fatto il poeta e il prosatore. Ha camminato nel cielo. Come chi scrive in versi. È diventato avvocato e sindaco. E socialista. Quando era orgoglio esserlo.

Non piangere, Florida. Vedi, non sei mai stata sola. Anche se ti è sembrato. Anche se nel buio di quella cripta sembrava che ci fossi soltanto tu. Sola e dimenticata. In quel cantuccio dove è la tua statua che papà Antonio chiese allo scultore Metello Motelli per il Monumentale. E, chissà perché, ora è lì. Ma lì abbiamo fatto amicizia. Non piangere, Florida. Non sarai più sola. Dopo il vocio dei patrioti e le bestemmie dei facchini - che negli anni bui vi riposero di tutto e soprattutto la fiducia - sotto la chiesa dell'Annunciata entrerà la poesia. Chissà, forse anche quella di tuo fratello. E per te e l'angelo che ti sorveglia sarà la pace.