Foibe, la vergogna e il ricordo: "No ai negazionisti nelle scuole"

Dopo le scritte deliranti, gli eventi: il film in Zona 7 e alla Camera la mozione FdI

Ricordare è doveroso. Lo confermano le scritte deliranti apparse l'altro giorno a Milano, sul muro di una scuola media in via Tabacchi. Di fronte al dilagare dell'ignoranza e dell'odio politico, è necessario tenere viva la memoria di quella tragedia, la tragedia delle migliaia di italiani che furono perseguitati, cacciati e massacrati nelle cavità carsiche del fronte orientale, durante la Seconda guerra mondiale e anche nell'immediato dopoguerra.
Diverse iniziative sono in programma a Milano, in vista del giorno del ricordo, che si celebra il 10 febbraio come stabilisce una legge del 2004. E per combattere negazionismi e propaganda, la deputata milanese di Fratelli d'Italia, Paola Frassinetti, ha presentato in commissione Cultura una mozione, approvata all'unanimità, che impegna il governo a intervenire per fare in modo che nelle scuole vadano a parlare delle foibe solo figure qualificate. Il governo dovrà emanare delle circolari coerenti con questo impegno, impedendo il ripetersi di casi - come quelli recenti con l'Anpi - di iniziative ispirate o condizionate da un approccio negazionista. «È importante - spiega Frassinetti - che nel giorno nel ricordo gli studenti siano informati in modo corretto e che vadano nelle scuole dei testimoni oculari o le associazioni di esuli istriani, dalmati, giuliani e fiumani. Figure competenti e non chi va a fare propagandare o a minimizzare, perché questo è offensivo verso i martiri».

Con lo stesso spirito la Zona 7 ha organizzato (sabato alle 17 al cinema Gloria in corso Vercelli 18) la proiezione di Red Land. «L'idea è della presidente del Consiglio - spiega il presidente Marco Bestetti - e l'abbiamo portata avanti per due ragioni: sappiamo che una parte del nostro Paese non ha ancora fatto i conti con una pagina nera della sua storia. Molti ragazzi non sanno niente delle foibe e della tragedia di quegli italiani che erano colpevoli solo di non essere comunisti». «Molti ragazzi - prosegue il presidente Bestetti - non ne sanno nulla e di fronte a questo silenzio che ci siamo portati dietro per 60 anni, questa storia dobbiamo guardarla negli occhi, senza nascondere nulla e senza mistificare».
Red Land racconta la vicenda di Norma Cossetto, studentessa universitaria uccisa dai titini nel 1943 (e insignita della medaglia d`oro al merito civile dal presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2005). «Quando è uscito - prosegue Bestetti - abbiamo letto che c'era il classico boicottaggio di una certa sinistra, che mal digerisce il racconto una pagina fastidiosa: abbiamo deciso di dare quanta più visibilità possibile non solo e non tanto al film, quando alla vicenda. Se la sinistra lo boicotta, noi portiamo il film in un cinema di Milano, e lo facciamo - unica istituzione - gratuitamente, per tutti i cittadini, facendoci carico dei costi e in collaborazione con l'associazione Venezia-Giulia Dalmazia». Ci sarà anche l'attrice che interpreta Norma.

Il Municipio 2, con il vicepresidente e assessore alla Cultura Marzio Nava, sta lavorando alla presentazione di un libro. E il Municipio 5 a una mostra, che sarà inaugurata il 9 febbraio alle 16 in via Tibaldi. «Presentiamo questa mostra che racconta con mezzi diversi la storia di Norma Cossetto - spiega il consigliere Carlo Serini - una storia a lungo negata dal mainstream della sinistra, anche se nota da sempre». «Ci sono dati e documenti, ma si sta affermando una lettura negazionista. Stupisce sentir parlare i negazionisti e stupisce che non ci sia, quando parlano, la stessa reazione che c'è, giustamente, quando viene negata la Shoah. In quella scritta in via Tabacchi, per esempio, c'è l'ignoranza catastrofica di chi pensa che le foibe siano una roba di fascisti quando invece fu una strage di italiani. Perciò è fondamentale il giorno del ricordo». E il presidente di Zona 4 Paolo Bassi nota: «I manifesti affissi vicino a queste scritte terribili sono una firma. Sono comparsi anche in zona Corvetto insieme a insulti alla Polizia, bestemmie e appelli alla rivolta. Nella discussione di una documento di condanna in Consiglio di Municipio il centrosinistra ha polemizzato per ore su come definirli. A me colpisce sempre il silenzio'. Insulti beceri come questi, non suscitano mai una presa di distanze o una condanna tempestiva di chi governa Palazzo Marino».