Folla, cori e applausi Il Salone di Berlusconi «Una gloria della città»

Il leader azzurro visita l'esposizione con Parisi: uomo del fare La partecipazione alla funzione religiosa e l'incontro con Lupi

Alberto Giannoni

Una manifestazione «gloria di Milano», il milanesissimo leader di Forza Italia e quello che - per il centrodestra - sarà il «prossimo sindaco». Giornata-evento in fiera, per l'ultimo giorno del Salone del mobile. «Questo salone è una gloria della città» ha detto Silvio Berlusconi visitando i padiglioni di Rho. L'ex presidente del Consiglio è arrivato ieri mattina in elicottero. Accompagnato da Mariastella Gelmini, capolista azzurra alle Comunali, da Licia Ronzulli, vicepresidente di Fiera Milano, e dai dirigenti azzurri, ha trovato entusiasmo e sorrisi. Lo hanno accolto fra l'amministratore delegato di Fiera Milano Corrado Peraboni e il presidente di Federlegno, Roberto

Snaidero. «Finalmente ho visto luccicare di entusiasmo gli occhi degli espositori», ha detto il padrone di casa.

L'edizione numero 55 ha polverizzato tutti i record, incoronando la manifestazione regina di Milano, un'«Expo» che si celebra ogni anno fra affari e fermento culturale. Gli operatori professionali hanno superato quota 350mila (con presenze straniere al 70%). E l'incremento dei consumi interni fa intravvedere la fine del «diluvio». «I dati dell'andamento economico di questo settore - ha detto Berlusconi - sono di una lieve crescita. L'anno prossimo speriamo di essere ancora qui e partecipare a una crescita robusta. Il settore dei mobili - ha aggiunto - è un settore trainante e ci fa sperare che tutto il Pil Italiano cresca robustamente». Tema Expo: «Tutti hanno detto, parlando dell'Expo, che bravi questi, che bravi quelli. L'Expo era già a Smirne e un signore milanese di nascita - ha rivelato, parlando di sé - ha convinto Erdogan a rinunciare e ha convinto, con tre incontri robusti, la commissione che doveva decidere la sede dell'Expo a portarla a Milano».

Dopo la messa celebrata dall'arcivescovo Angelo Scola alle 11, ha stretto tante mani e ha parlato con i visitatori che gli chiedevano foto e video. Alla funzione religiosa ha incrociato l'ex ministro Maurizio Lupi e chi ha assistito all'incontro parla di un saluto affettuoso, condito dalla constatazione che la vittoria, tornati insieme, ora è possibile. Ha girato a lungo i padiglioni e fra i «gioielli» del made in Italy ha incontrato Parisi, scambiando con lui le spillette da appuntare sulla giacca (Forza Italia e «Corro per Milano»). «Che consiglio mi ha dato? - ha rivelato Parisi - Soprattutto quello che per lui è più naturale, di andare avanti, di essere me stesso e di propormi all'opinione pubblica come sono, che è quello che mi riesce più facilmente». «Berlusconi ha grande esperienza di campagna elettorale e di capacità di sentire le persone - ha spiegato - questo suo aiuto è molto importante».

Insieme, Berlusconi e Parisi hanno partecipato a una colazione con un gruppo di imprenditori. L'ex premier ha spiegato le sue ricette per il settore mobile e design e ha presentato Parisi. Ha ricordato che la conoscenza con il manager e candidato risale al 1994, rivelando che da allora non si siano mai persi di vista. Ha spiegato che è stato scelto perché «uomo del fare», per rilanciare Milano dopo la sinistra.