Formigoni e Penati in collisione su Linate

Il presidente della Provincia teme la chiusura e chiede un tavolo del governo a Milano. Il governatore: «Solo chiacchiere e illazioni»

E adesso che fine faranno Linate e Malpensa? La domanda è obbligatoria nel giorno in cui nasce la Cai, la compagnia aerea italiana che dovrà rilanciare l’Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L’Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (anche a colpi di telegramma) tra Filippo Penati e Roberto Formigoni. «Il governo convochi il tavolo Milano prima di decidere» chiede il presidente della Provincia (Palazzo Isimbardi è azionista Sea), preoccupato anche che possa ridursi la concorrenza sulla tratta Roma-Milano. Replica Formigoni: «Si discute di illazioni. La notizia positiva è la nascita della Cai, anche se aspettiamo ancora i dettagli. In ogni caso ci aspettiamo che la nuova Alitalia punti su Malpensa e sul sistema aeroportuale lombardo».
Il presidente della Regione e il sindaco, Letizia Moratti (che ne aveva parlato già nel febbraio scorso), ritengono praticabile l’ipotesi di rivedere il traffico aereo di Linate. Spiega Formigoni: «Un piccolo ridimensionamento è accettabile, anche se per esprimere un giudizio definitivo aspettiamo di vedere di che natura sia e che genere di compensazioni sono previste per Malpensa».
Polemica invece la posizione di Penati, che ha spedito un telegramma a Palazzo Chigi (destinatari Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e per conoscenza Formigoni e Moratti), nel quale si chiede una pausa di riflessione: «Il governo venga subito a Milano per dire quale sarà il futuro del sistema aeroportuale milanese, quali saranno le ricadute anche occupazionali e ci aggiorni sulle trattative per la liberalizzazione dei diritti di volo, condizione indispensabile per il rilancio di Malpensa».
Preoccupazione per il destino di Linate (e per i bilanci della Sea) esprime anche Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori: «La Sea gestisce tutti i servizi a terra all’aeroporto di Linate. La Provincia, che partecipa con quote significative alla società Sea, si riserva di tutelare gli interessi pubblici che essa rappresenta e quelli dei lavoratori interessati. Aggiungo che i passeggeri subiranno due nuove difficoltà: Air One e Alitalia, oggi unite, non saranno più in concorrenza, e ciò farà aumentare le tariffe; in secondo luogo, se chiude Linate, sarà più difficoltoso lo spostamento dei passeggeri verso gli aeroporti per il traffico nazionale». Insomma, la Provincia è decisa a mettersi di traverso.