Forza Italia: «Se vinciamo niente moschee a Milano»

Primo impegno elettorale di Forza Italia: «Se vinciamo noi, niente moschee a Milano». Una chiusura non ideologica o pregiudiziale, come hanno spiegato i dirigenti azzurri partecipando a un incontro dedicato a «sicurezza e libertà» nell'Occidente. Ma una posizione dettatata da un'analisi della situazione concreta e attuale, europea e milanese.C'era il capogrupop al Senato Paolo Romani. E consiglieri regionali, comunali e di zona che hanno risposto alla chiamata della coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, moderatrice del convegno, convocato per approfondire l'analisi della situazione internazionale ed elaborare proposte. «Dopo il momento della comprensibile emotività è arrivato il momento del ragionamento e la politica è chiamata a trovare soluzioni» ha detto Gelmini. E le proposte sono arrivate, Forza Italia ha proposto e riproporrà un emendamento per destinare un miliardo di euro all'apparato di sicurezza e alle forze dell'ordine. «Serve il rinnovo del contratto alle forze dell'ordine - ha detto Gelmini, che è anche vicecapogruppo alla Camera - Il governo non può cavarsela con 100 milioni. Ma il tema ha molte sfaccetature, immigrazione, ius soli, moschee». A proposito di moschee, è stato il coordinatore comunale Fabio Altitonante il più deciso: «Abbiamo messo in campo nella legge regionale delle regole chiare e trasparenti. Chi vuole aprire una moschea, queste sono le condizioni. E siccome a Milano nessuno rispetta queste condizioni, a Milano una moschea non c'è». E soprattutto non ci sarà, stando così le cose, se il centrodestra conquisterà Palazzo Marino. Solo più sfumata (ma sostanzialemte non diversa) la linea di Giulio Gallera, assessore regionale: «Non diciamo no all'islam, ma serve il rispetto delle regole. E una legge nazionale che disciplini tutta la materia, a partire dall'elenco dell'imam e delle associazioni». In Forza Italia molti pensano che anche l'attuale giunta abbia lavorato al piano moschee con l'idea di rispondere a certe istanze del suo elettorato ma senza arrivare realmente alla costruzione dei minareti. «Se vinciamo - ha detto il consigliere Fabrizio De Pasquale - niente moschee in aree pubbliche. E i privati dovranno rispettare tutti i requisiti urbanistici che chiunque osserva».«Siamo molto in ritardo a combattere una battaglia che ci ha visto retrocedere, per cui è avanzato l'islam estremo» ha detto la ex sottosegretaria Daniela Santanchè. Il corteo dei centri islamci di sabato ha convinto poco: «Erano pochi e politicizzati» ha detto De Pasquale. E Santanchè: «Erano qualche centinaia, non ho visto quell'islam moderato che ci mette la faccia e combatte questa guerra. Sono molto delusa».