Franceschini «rilancia» la dimora del Manzoni

Il ministro Dario Franceschini ha visitato ieri insieme con l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno gli spazi della casa del Manzoni, in via Morone 1, dove si è svolta la riunione di insediamento del nuovo consiglio direttivo della fondazione «Centro Nazionale Studi Manzoniani», nominato con decreto del ministro il 18 aprile scorso.
Compongono il nuovo consiglio - che sostituisce il precedente giunto a scadenza e che durerà in carica fino ad aprile 2014 - i professori Angelo Stella, Salvatore Nigro, Mauro Novelli e Paola Italia, nominati dal ministro, oltre all'assessore Del Corno, delegato permanente del sindaco di Milano.
Durante la riunione di ieri è stato eletto il presidente nella persona di Angelo Stella e il vice presidente in quella di Mauro Novelli. Confermato come presidente onorario Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo, da sempre tra i più tenaci difensori dell'immagine manzoniana.
Durante la visita alla casa del Manzoni, il ministro Franceschini ha condiviso con l'assessore Del Corno l'idea di promuovere, da subito e per i prossimi cinque anni, progetti culturali strettamente legati all'obiettivo statutario della Fondazione, cioè allo studio e all'approfondimento dell'opera del grande scrittore, ma anche progetti più ampi aperti alla partecipazione della città.
È già allo studio infatti un progetto che, da un lato, prevede un rinnovamento dell'allestimento museale che renda più accattivanti gli spazi e la figura del Manzoni, utilizzando anche strumenti interattivi e multimediali; dall'altra, sempre partendo dalla figura del «padre» del romanzo italiano, un focus sulla narrativa contemporanea, trasformando i locali del piano terra in una «Casa del romanzo» che offra occasioni di dialogo, di approfondimento, di incontro.
«Siamo molto felici dell'attenzione che il ministro Franceschini ha dedicato non solo alla casa del Manzoni, ma anche alla vita culturale della nostra città», ha commentato l'Assessore Del Corno. La dimora del letterato potrebbe diventare insomma un polo di grande interesse culturale, anche in vista dell'Expo e della consistente massa turistica che avvolgerà la città in quei sei sospirati mesi. Allestire mostre e rendere interattiva la posizione del visitatore nelle stanze manzoniane significherebbe avvicinarlo di più all'universo dello scrittore.