Franzini rettore della Statale, più lontano il trasloco a Rho

Vince il filosofo e frena: "Manca un piano scientifico, economico e la giusta condivisione"

E adesso il trasferimento della Statale sulle ex aree si rimette in discussione. Elio Franzini, filosofo classe 1956, è il nuovo rettore di via Festa del Perdono dopo una sfida durissima con Giuseppe De Luca.

Insegna in Statale estetica ed estetica degli oggetti, è stato preside della facoltà di Lettere dal 2004 al 2010, prorettore alla Didattica nel 2011 ed è membro del Senato accademico dal 2015. E uno dei punti nodali del suo programma elettorale è proprio la revisione della decisione di trasferire buona parte dell'università a Rho-Pero. Una decisione non condivisa nei modi, tempi e contenuti soprattutto da alcune componenti dell'ateneo come il personale amministrativo che ha votato in massa da una parte. I docenti infatti si sono divisi a metà, circa mille preferenze a testa, ma con uno sbilanciamento di 108 voti a favore del professore di Storia Economica che rappresentava la continuità con l'ormai ex rettore Gianluca Vago. Anche gli studenti sembrano aver optato per una linea del non sbilanciarsi e si sono divisi a metà.

Franzini è dunque in plancia di comando con un mandato chiaro, ridiscutere l'operazione che aveva scatenato dure polemiche anche a Città Studi. Una nota dell'università ha inserito tra i punti fondamentali del programma «un attento monitoraggio della fase di maturazione del progetto, che andrà realizzato gradualmente e calibrato costantemente secondo un progetto scientifico condiviso dalla totalità dei dipartimenti che si trasferiranno». Gli altri sono «fattivo decentramento a tutti i livelli, maggiore responsabilità e autonomia ai dipartimenti, rilancio della ricerca e del diritto allo studio, maggior condivisione e coinvolgimento, in ogni area di intervento, di tutte le componenti della comunità universitaria».

«Il progetto si farà, ma dovremo riconsiderare gli elementi non chiari a molti dell'ateneo - ha dichiarato il rettore - dovremo dunque stilare un piano scientifico, uno economico, capire con che fondi pagarlo e condividerlo con i dipartimenti perchè fin'ora non era stato fatto». Si prospetta dunque un grosso stop a una delle operazioni edilizie più grosse degli ultimi anni. Un altro fermo, dopo quello dell'Ema, che segna un cambio di era con la sostanziale fine del momento Expo in cui tutto sembrava possibile. È il momento di fare i conti e vedere se ci sono i 380 milioni preventivati per spostarsi a Rho-Pero.

Ma quello del trasloco da via Festa del Perdono non è l'unico cardine del progetto di rettorato di Franzini. Ci sono anche altre priorità per il neo «magnifico»: «Bisogna procedere alla sburocratizzazione della macchina amministrativa, avere una maggiore attenzione per il diritto allo studio, per le esigenze del personale tecnico amministrativo e responsabilizzare i dipartimenti» ha enumerato pochi minuti dopo aver saputo l'esito del voto. Però non è ancora il momento di parlare di rivalutare il voto di studenti e amministrativi che oggi viene conteggiato solo in percentuale, rispettivamente 7 e 15 per cento, perchè se ne occuperanno gli organi di governo dopo che saranno stati rinnovati a settembre. C'è comunque un deciso cambio di passo, rispetto al rettorato Vago di cui De Luca doveva rappresentare la continuità.

La sfida è stata durissima, con un ballottaggio chiuso sul punteggio di 1155 a 1140 voti, con uno schieramento decisivo proprio del personale amministrativo. Docenti e ricercatori si sono spaccati a metà, ma con 108 voti a favore di De Luca. Ma la rincorsa, Franzini era partito secondo al primo turno, è stata vinta comunque dal filosofo. «I miei migliori auguri di buon lavoro a Elio Franzini- ha twittato il sindaco Beppe Sala - Sono certo che la straordinaria collaborazione tra Comune e Ateneo continuerà in modo proficuo».