Il freddo fa tornare la voglia di saldi

Per i commercianti c'è una lieve ripresa: «Meglio dell'anno scorso, ma la gente ha aspettato gli ultimi ribassi»

Secondo e (forse) ultimo step per i saldi. Iniziati il 5 luglio, a tre settimane di cammino marciano con andatura lenta a detta della Confesercenti; a Milano si registra una lieve ripresa rispetto all'estate 2013, tanto d'essere l'unica città in cui qualcuno crede distrattamente che la crisi abbia allentato la sua morsa, oppure non abbia il volto così mostruoso come lo si dipinge. Le percentuali di sconto iniziate in alcune negozi dal 20/30 per cento, in questi giorni sono salite al 50% in alcuni e addirittura al 70% in altri, come alla Rinascente.

Sarà un po' colpa dell'estate fredda che non invoglia a comperare magliette e costumini, tanto che per la prima volta le vetrine delle grandi marche, già addobbate con la collezione autunno - inverno, non stonano, ma anche la bella stagione scontata 2014 non ha dato i frutti dell'agognata esplosione di un seppur piccolo boom, molto lontano dal farsi orecchiare. Nei negozi il morale è leggero: «Meglio dello scorso anno» dicono da Antony Morato in corso Buenos Aires dove le marce è passata dal 30 al 50 per cento. E ieri non pareva neppure sabato a San Babila. Solo pochi turisti infreddoliti e con indumenti in cotone entravano e uscivano dai negozi, che non si disperano di non aver mai visto la folla degli scorsi anni. Code: poche, ma il flusso di acquirenti sale goccia a goccia.

«C'è più gente ora che nei primi giorni» confermano da Swarovsky in corso Vittorio Emanuele. Nello scintillante negozio sotto il Duomo i saldi hanno fatto un passo verso l'alto: bracciali, collane, orecchini in colorati sono a metà prezzo rispetto allo sconto iniziale del 30%. Molta gente dentro l'outlet in San Babila: qui addirittura il ribasso tocca il 90% e puoi portarti via un abito di firma al prezzo di una maglia da grande magazzino. L'Occitane en Provence, marchio francese, ha adottato la stessa politica: più riduzione ma solo sui cosmetici che non fanno parte della gamma continuativa. Per questo i consumatori hanno atteso, visto che soltanto il 29% degli italiani si è buttato a capofitto sull'acquisto compulsivo del 5 luglio, sperando che magari prima della fine le cifre compiano un terzo step di riduzione. I saldi dei saldi conquistano ma non stordiscono il consumatore, poiché secondo molti commercianti le due stagioni di sconto, inverno e estate, non hanno più ragione d'essere in un mercato che ormai è stracolmo di outlet, vendite web, mercatini, dove peraltro i saldi agiscono visto che persino i cingalesi in metropolitana a porta Venezia, l'altra sera, attuavano ribassi sugli occhiali. Gli esperti confermano che anche le vendite sul web hanno registrato un calo: insomma l'Eldorado dell'acquisto ridotto alla metà non esiste più, tenendo conto che per tanti «non esiste la necessità di comperare. Abbiamo gli armadi strapieni» dice Daniela dentro l'outlet in San Babila.