Frizioni su Atm, quote M5 e Darsena Sala richiama all'ordine la sua lista

Incontro alle 9.30 con i civici dopo le ultime uscite fuori linea E la dg Caporello snobba la Commissione: l'opposizione protesta

Dopo neanche 10 a Palazzo Marino la maggioranza già scricchiola, tanto che ieri è toccato al sindaco Beppe Sala convocare - e richiamare - la lista civica «Noi, Milano». Che porta anche il suo nome e rischia quindi di metterlo doppiamente in imbarazzo quando si scosta dalla linea sua e della giunta. É già successo due volte nelle ultime settimane. Prima c'è stata la vicenda del diritto di prelazione sulle quote M5 messe in vendita da Astaldi e prenotate da Fs. L'ormai ex presidente di Atm Bruno Rota avrebbe voluto esercitarla per evitare la «scalata» delle ferrovie sui trasporti milanesi. Il civico Franco D'Alfonso stava nettamente con Rota ed è stato inviato in trasferta a Roma il giorno della votazione in consiglio, ma si è fatto sentire anche da lì. Ora è sempre la lista Sala a tenere in scacco la giunta, in particolare l'assessore al Bilancio Roberto Tasca, che pensava di approvare in scioltezza il nuovo Regolamento sull'uso della Darsena e dopo due settimane di fumate nere e un emendamento della discordia (presentato dai civici e bocciato) forse raggiungerà la meta solo domani. Ieri alle 9.30 la capogruppo Elisabetta Strada e i consiglieri Enrico Marcora, Marco Fumagalli ed Emmanuel Conte (assente D'Alfonso) si sono seduti al tavolo con Sala e la vicesindaco Pd Anna Scavuzzo. Dopo il richiamo e la richiesta di non scadere in scontri personali più che di sostanza (vedi il match D'Alfonso-Tasca), l'invito i civici a risolvere internamente alla maggioranza i futuri conflitti, per evitare, come «lista Sala», di mettere in imbarazzo il sindaco. Pace fatta? Presto per dirlo, si registrava tensione nei corridoi e in aula. Ad un certo punto si vociferava pure di dimissioni e cambio di capogruppo, smentito. Alle 16 Scavuzzo ha coordinato un incontro di maggioranza sul tema Darsena (rinviato per ora un confronto politico ampio), con il capogruppo Pd Filippo Barberis e D'Alfonso. Pd e giunta non tornano indietro su una mega piattaforma in affitto ma per il ritiro degli emendamenti di civici e opposizione sono pronti a insistere su controlli, valorizzazione dei Municipi, navigabilità dell'area. Ieri la seduta si è sciolta alle 19 e i dem propongono di sconvocare quella fissata oggi per trovare un accordoe votare domani. Ma gli animi si sono scaldati anche per il «pacco» tirato dalla dg Arabella Caporello ai consiglieri nella Commissione che doveva approfondire le comunicazioni intercorse un mese fa tra Rota e Comune nella vicenda delle quote M5. La Caporello si è rifiutata di riferire senza il nuovo presidente Atm Luca Bianchi, Rota era a Roma per il nuovo ruolo di dg di Atac. Tuona il centrodestra («assenza scandalosa e dimostra il senso di trasparenza dell'amministrazione» dice Matteo Forte di Milano Popolare) e da sinistra Basilio Rizzo («Caporello può decidere quando ma non se presentarsi, è un dirigente del Comune).

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