Il Fuori salone? Poco coeso ​e disorganizzato

Resto con l'idea di essermi perso tanti eventi che potevano essere memorabili perché nel mentre ero impegnato a documentare quelli che invece non lo meritavano

Il Fuori Salone ha appena chiuso le sue porte al pubblico. È dunque venuto il momento di tirare le somme di quanto vissuto e visto, con gli occhi di chi, come il sottoscritto, non aveva mai presenziato ad un evento simile prima d'ora.

Esposizioni

Al netto del fatto che il Fuori Salone rimane un'ottima opportunità per i cittadini che non masticano troppo il tema - o magari per quelli troppo pigri che non hanno voglia di far visita ai padiglioni della fiera a Rho - di avvicinarsi al mondo del design, mi è parso che molti espositori abbiano aderito all'iniziativa in modo pigro e svogliato, mettendo in mostra poche cose giusto per essere comunque presenti e sfruttare così la portata di una vetrina internazionale. Sarebbe sbagliato e miope generalizzare, perché accanto ai “pigri” è stato possibile trovare tanti che si sono impegnati e hanno messo in piedi mostre e spettacoli degni di nota. Il problema, però, è che gli eventi sono davvero molti - forse persino troppi- e per la legge dei grandi numeri i più insipidi possono soffocare quelli meglio progettati, a discapito dell'utente che rischia di perdere il proprio tempo negli stand meno interessanti.

Movida

Ammettiamolo: il Fuori Salone è visto dai più, se non da tutti, come una favolosa occasione per gozzovigliare gratis. Come vi abbiamo documentato nel nostro speciale, sono stati davvero tanti i posti in cui era possibile bere e mangiare approfittando della generosità degli organizzatori, e questo, inutile dirlo, è sicuramente uno dei pregi dell'evento milanese. Spiace però registrare che, alla fine della fiera, dopo aver visto le sedie scandinave più strane, toccato con mano gli ultimi ritrovati tecnologici del Giappone e aver visitato i palazzi d'arte di Milano, a rimanere in mente siano proprio gli aperitivi offerti da questo o quel marchio, la bibita gassata o le caramelle che ci sono state regalate in strada o la lunga coda fatta al solo scopo di ricevere una confezione promozionale di biscotti...

Organizzazione

Quando si progettano eventi tanto complessi, che richiedono ai visitatori di spostarsi da un capo all'altro di una città grande come Milano, l'organizzazione deve essere perfetta. Il capoluogo ha retto più che bene alla massa di turisti che si è riversata nelle sue strade, ciò che invece ha funzionato meno è stata l'assenza di guide realmente funzionali. Il magazine specializzato Interni ha messo a disposizione degli avventori una guida cartacea ed una applicazione per smartphone, ovviamente gratuite. La prima è a dir poco ostica da consultare: gli eventi del resto sono tantissimi e il manuale li elenca dal primo all'ultimo, ma al visitatore -specie se neofita, come il sottoscritto- servirebbe qualcosa di più di un semplice indice. Lo stesso discorso può essere fatto per la app, che si limita a trasferire sul vostro cellulare l'insidioso malloppo cartaceo. Senza qualcuno che ci pigli per mano, indicandoci gli eventi cui prendere parte e quelli trascurabili, si vaga per la città senza una meta precisa, con la fastidiosa sensazione di essere sopraffatti dal numero esorbitante di cose da vedere, rischiando di perdere il proprio tempo con quelle minori. In conclusione, questo mio primo Fuori Salone non mi ha entusiasmato troppo. Non nego di essermi divertito: del resto, come tutti, mi sono dato ai bagordi per le vie di Milano fino a notte fonda, ma mi attendevo qualcosa di più coeso e meglio organizzato e resto con l'idea di essermi perso tanti eventi che potevano essere memorabili perché nel mentre ero impegnato a documentare, tra uno sbadiglio e l'altro, quelli che invece non lo meritavano.