FUORI TONO

Supereroi uguale a super musica. No, non è detto che l'equazione sia sempre così. Certamente, da moltissimo tempo, l'industria della colonna si affida a grandi nomi della composizione ed è in grado di sfornare idee, brani e orchestrazioni di livello. Per farsi un'idea di quello che gira nelle sale col grande schermo riguardo alle produzioni per film dedicate al filone Batman & Co. (da Hulk a Spiderman agli X-men) è da tenere in agenda la proposta de laVerdi (Superhero Symphony, Auditorium largo Mahler, stasera alle 20.30 e domenica alle 18) Per i commenti sonori i nomi che spiccano, tra gli altri, sono quelli di Danny Elman, John Ottman e Michael Kamen.

Fino a un certo punto della storia del genere, ma non solo è interessante e vero quanto asserisce il compositore Nicola Campogrande, nel suo libro Occhio alle orecchie-come ascoltare musica classica e vivere felici: «Posto che ogni epoca ha la sua arte (...)» e che «il gusto cambia», molte creazioni prima orchestrate nella maniera tardo Novecentesca sono state poi farcite con i più diversi generi e stili. Poi più in generale c'è il discorso della «cantabilità».

Diverse colonne dedicate ai supereroi sono valutate come «poco memorabili», anche se ben funzionali alle scene dell'azione. Tra i commenti più votati positivamente, quello del lungometraggio Hellboy di Del Toro: dai fan, senza torto, definito «poesia pura». Per iniziare a capire i «meccanismi» si può tenere a mente qualche «regoletta» della musica per film, che serve - tra le altre - a molte cose come 1) descrivere un'azione, rafforzandola, 2) precisare il senso di un evento; 3) caratterizzare un personaggio; 4) far capire i pensieri e i sentimenti; 5) evocare fatti e persone; 6) collegare momenti della pellicola; 7) scandire l'evolversi di una scena. Un vademecum, questo, che facilmente si trova. Il bello è, davanti a un film, mettersi alla prova.