Fuori Tono

S pesso per questioni anche di soldi molta contemporanea viene scritta per piccoli organici (pianoforte, piano-clarinetto e truii per esempio). In qualche modo dunque, la musica cosiddetta da camera è diventata la soluzione, il genere ottimale dei compositori del nostro tempo. Eppure, nonostante la mole di opere prodotta per le mini-formazioni, fino a prova contraria non si sarebbe rintracciata una partitura in grado di scalzare il Quintetto op.115 per clarinetto e archi di Brahms - lavoro del periodo romantico dunque - che secondo gli storici è «un capolavoro assoluto». L'occasione di ascoltarlo si palesa domenica 5 febbraio, al mattino, presso la palazzina Liberty di largo Marinari d'Italia a Milano, nell'ambito della XXIV stagione di Milano Classica (agli strumenti le Cameriste Ambrosiane - nella foto - e Marco Giani). A introdurre il recital, il compositore e musicologo Giovanni Albini che farà un «parallelo» col Quintetto k 581 di Mozart. La leggenda vuole che Brahms si alzasse alle 5 del mattino per fare contrappunto, anche in vacanza. E proprio durante un soggiorno, nel 1891, quando ormai aveva quasi deciso di smettere di comporre, ascoltò le suddette pagine mozartiane che gli diedero nuovo carburante per scrivere il magnifico quintetto. E per continuare a lavorare ancora un po'.