Furti, movida e minacce la Darsena è «zona rossa»

Parisi e Gelmini in viale Gorizia per lo sfogo di residenti e commercianti «Alle 18 ci chiudiamo a chiave in negozio. E chi denuncia subisce ritorsioni»

Chiara CampoA mali estremi, estremi rimedi. Per tornare a dormire la notte diverse famiglie hanno dovuto ribaltare casa, letteralmente. Hanno spostato la camera da letto nelle stanze che danno sull'interno cortile e piazzare la cucina fronte Darsena. «Non ne potevamo più, la nuova Darsena è bella ma non deve essere un luna park, c'è un limite al divertimento e agli eventi. La mattina lavoriamo, non potevamo più sopportare musica fino a tardi, fantomatici artisti di strada». Una soluzione fai-da-te che ha prodotto disagi, anche costi per chi ha dovuto fare lavori per adattare l'appartamento ai mobili. I residenti riuniti nel comitato «Svendesi Darsena» si sono sfogati durante l'incontro due sere fa in un bar di zona Navigli con il candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi, la coordinatrice di Forza Italia Mariastella Gelmini, capolista alle Comunali, e il consigliere Fi Gianluca Comazzi. Una riunione organizzata per raccogliere proteste e proposte per il programma elettorale. Dal comitato dei residenti e commercianti di viale Gorizia sono arrivati gli attacchi più duri alla giunta Pisapia. «Abbiamo paura, ci sentiamo lasciati soli - ha raccontato una negoziante -, nell'ultimo mese quasi il 90 per cento di noi ha subito tentati furti o riusciti, c'è chi ha trovato le saracinesche scardinate. Io che sono donna alle 18 mi chiudo a chiave e faccio entrare solo i clienti che conosco. Non siamo in estrema periferia ma praticamente in centro». E c'è timore a denunciare, a esporsi, ripetono in continuazione che vogliono rimanere anonimi «per non subir ritorsioni»». Un esempio? Il parchetto di piazza Cantore dicono «è diventato una centrale di spaccio di ogni genere, alimenti, bici rubate, droga. Lo sanno tutti, ogni tanto scatta una retata e dopo tre giorni torna tutto come prima. Un barista ha avuto il coraggio di protestare e gli hanno tagliato per due volte le tende del dehors. Bisogna stare zitti». La Darsena dopo il restyling piace ad abitanti e commercianti, devono esserci eventi,«ma anche rispetto per gli orari e il volume. Dopo mezzanotte scatta il coprifuoco, diventa un posto a rischio, girano ubriachi, vandali. Dove sono i vigili? E perchè non è stata piazzata almeno una telecamera?». Viale Gorizia si sente abbandonata dal Comune anche per d piccoli eventi. Un esempio. «Per la festa del 2 giugno ci eravamo offerti di organizzare una manifestazione, a pulire alla fine, abbiamo chiesto un piccolo aiuto ma la risposta è stata un conto da 20mila euro per pagare vigili, Amsa, spostare una fermata del tram. Ci abbiamo rinunciato». Hanno chiesto anche di migliorare l''illuminazione e suggerito cancelli in Darsena dalle 24 alle 6».Parisi ha preso appunti. Non pensa di assumere più vigili, ma di usare meglio i 3mila in servizio: «I ghisa devono essere vicini alle persone e proteggerle, non solo fare multe». E promette «telecamere, che oltretutto oggi non richiedono più grandi investimenti. Ecco come si combattono i furti, gli scippi, gli atti di vandalismo». La Gelmini ha aggiunto che «Milano è una città vivace e aperta, ma deve essere anche ordinata. Serve un quadro di regole, scritte con commercianti e Comitati di quartiere. E' giusto organizzare i grandi eventi, ma con una programmazione seria. La Darsena è di tutti ma basta disagi per i milanesi». Comazzi ha già trasferito in Consiglio un'altra situazione che agita a zona e che va risolta in tempi brevi. Il Comune ha scelto piazza XIV Maggio come punto di concentrazione dei tifosi di una delle squadre che disputeranno la finale di Champions League a San Siro il 28 maggio. «Rischiamo un assembramento di 15mila persone, magari tifoserie straniere difficili da contenere». Il Comune è pronto al dietrofront: la nuova area dovrebbe essere a Pagano.