Il futuro degli studenti? Un alloggio nel sottotetto

Gli alloggi a prezzi «calmierati» verranno assegnati in base a criteri di reddito e rendimento negli studi

Sottotetto. È questa la nuova parola d’ordine per gli studenti universitari fuori sede di Milano. Il futuro dell’offerta abitativa è rappresentato da piccoli locali ricavati dalla ristrutturazione dei sottotetti in alcuni quartieri della città. Grazie al progetto avviato dall’Aler, che applica una specifica legge regionale (la numero 13 del 15 luglio 1996), sono già stati completati 207 appartamenti. Entro l’inizio del prossimo anno accademico se ne aggiungeranno altri 80. Saranno gestiti dall’Isu, l’ente per il diritto allo studio universitario, e assegnati in base a criteri di merito e reddito.
Il programma di ristrutturazione coinvolge edifici storici abbastanza vicini alle principali sedi accademiche. La maggior parte è concentrata fra viale Romagna, corso Genova, corso di Porta Vittoria e viale Molise. La spesa complessiva, fino a questo momento, ammonta a 22 milioni di euro. L’obiettivo è alleggerire la pressione sul mercato immobiliare, mettendo a disposizione degli studenti un numero maggiore di alloggi. Ed evitare, quindi, la diffusione incontrollata di contratti in nero o comunque illegali, che oggi rappresentano la maggior parte degli accordi fra proprietari di casa e inquilini.
«Gli alloggi avranno prezzi abbastanza accessibili - spiega Mario Bazzani, dirigente dell’Isu -, in linea di massima un posto letto non dovrebbe superare 400 euro. Il bando di assegnazione non è ancora stato redatto, ma i criteri saranno quelli in vigore per le residenze già esistenti. Con la differenza che la soglia di reddito massima per avere diritto alla casa sarà più elevata, in modo da rispondere alle esigenze di un numero maggiore di persone». I sottotetti, insieme con gli altri alloggi in via di realizzazione, aumenteranno sensibilmente l’offerta. «Molto però deve essere ancora fatto - continua Bazzani -. Per il momento i posti letto non sono sufficienti a coprire il fabbisogno della città. Inoltre, i requisiti di accesso agli alloggi pubblici fissati a livello nazionale penalizzano gli studenti lombardi che, mediamente, hanno redditi più elevati. C’è quindi una parte consistente dell’utenza che non possiamo soddisfare. Per risolvere il problema sarebbero necessari decine di migliaia di nuovi appartamenti».
È da novembre 2002 che Aler e università - in particolare Statale, Bicocca e Politecnico - hanno siglato un accordo relativo agli alloggi. Da allora ne sono stati messi a disposizione 92, per un totale di 135 posti letto. Altri 207 sono stati appena completati e consegnati all’Isu che sta provvedendo ad arredarli. Gli ultimi 80 saranno pronti a breve. Molte novità riguardano anche i collegi. Quello di via Stadera, costato due milioni 800mila euro e inaugurato lo scorso anno, conta 110 posti. Ancora in via di realizzazione sono quelli di Gratosoglio (80 posti e una spesa complessiva di tre milioni 800mila euro), viale Mazzini (219 posti e un investimento di otto milioni e mezzo di euro) e il Campus dei Martinitt (430 posti per 16 milioni di euro al quartiere Lambrate). Infine, è in via di ristrutturazione un intero edificio in via Attendolo Sforza (176 posti entro febbraio 2009) e la cascina Codazza a Lodi (altri 50 posti).
«L’obiettivo dell’Aler - afferma il presidente Luciano Niero - è rispondere a una domanda sempre più qualificata di residenze temporanee e dare casa agli studenti delle dieci università di Milano». Entro due anni, assicura, sorgeranno mille nuovi alloggi, «cioè una parte significativa dei 15mila necessari. In questo modo - conclude - intendiamo investire sulla classe dirigente di domani».