Futuro incerto per il super polo sanitario Sono da bonificare i terreni dell'ex Falck

Entro pochi giorni dovrebbero arrivare le risposte che il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni aspetta. La società incaricata di seguire la costruzione del polo sanitario ( che unificherà sotto lo stesso tetto Istituto tumori e neurologico Besta) dovrà dire se sarà possibile costruire realmente nell'area delle ex Falck di Sesto San Giovanni o meno.
Il governatore lombardo e la Lega sono fortemente orientati per questa soluzione. Qualche dubbio in più da parte dell'assessore alla Sanità Mario Mantovani che vorrebbe spendere in altro modo i 330 milioni di euro previsti per il super ospedale. I tecnici in Regione stanno anche valutando soluzioni alternative per i due ospedali in questione: ad esempio si pensa di trasferire il Besta nell'area del Niguarda. Fatto sta che le decisioni, qualunque siano, vanno prese in tempi stretti: Besta e Int non possono rimandare a lungo il trasloco. Non c'è più spazio, le sale operatorie sono poche e quelle nel seminterrato hanno problemi di infiltrazioni e impianti vecchi. Il progetto è arrivato alla svolta definitiva. La sua gestazione è controversa: ideato negli anni novanta con l'ipotesi di una torre in Città studi, presto scartata, viene risfoderato nel 1999 alla Bicocca. Costo: 140 miliardi delle vecchie lire. Non se ne fa nulla. Nel 2007 spunta il progetto di Vialba, e nel maxi polo sanitario avrebbe dovuto entrare anche l'ospedale Sacco, già su quei terreni. Poi si scopre che quell'area non è adatta, è vincolata. Ma intanto si spendono parecchi soldi per il progetto preliminare. L'ultimo capitolo della telenovela racconta del tira e molla tra Sesto e Milano per dare una sede alla cittadella. Sesto concede gratis le aree Falck e vince la tenzone. Ora si deve capire se il progetto, firmato Renzo Piano, si potrà mai realizzare.