Il Gabbiano, forza e fascino del grande classico teatrale

Di grande impatto l'edizione prodotta dal Nazionale di Genova. Per la prima volta il testo originale del 1895

«Il Gabbiano» di Anton Cechov è un classico del teatro moderno, capace di parlare con linguaggio attuale a tutte le generazioni: ai giovani, vittime del loro dolore esistenziale e anche agli adulti che stentano ad accettare il trascorrere degli anni.

Definito come ritratto «dal vivo» di un'umanità autentica e vera, l'opera è il primo dei quattro capolavori che Cechov scrisse per il palcoscenico, come dramma delle illusioni perdute e una profonda riflessione su Arte e Vita: nelle angosce, nei turbamenti, nelle sconfitte dei suoi protagonisti, c'è tutta la complessità dell'uomo moderno. Al Teatro Carcano, dal 31 gennaio, va in scena l'allestimento prodotto dal Teatro Nazionale di Genova di un'edizione sontuosa e di grande impatto che, per la prima volta in Italia, utilizza il testo originale del 1895, precedente alle modifiche imposte dalla censura zarista.

Lo splendido cast diretto da Marco Sciaccaluga, composto da Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Elsa Bossi, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Stefano Santospago, Roberto Serpi, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Federico Vanni, darà vita a uno dei testi teatrali più noti di sempre. I personaggi della giovane Nina, del tormentato Konstantin, di sua madre Irina Arkadina, celebre attrice e del suo amante, lo scrittore Trigorin, sono stati portati sui palcoscenici di tutto il mondo dai maggiori attori di teatro e messi in scena dai registi più celebri. Il titolo dell'opera viene da un accostamento simbolico: come l'ignara felicità di un gabbiano, in volo sulle acque di un lago, viene stroncata dall'oziosa indifferenza di un cacciatore, così accade alla sorte di Nina. Sulle rive del medesimo lago, la ragazza si innamora di Trigorin, il quale, senza alcuna malvagità, approfitta della sua femminile smania di aprire le ali, portandola via con sé a fare l'attrice e rendendola madre di un bimbo che, però, muore; la lascia, così, tornare a casa annientata. Ad attenderla c'è il giovane Konstantin, anch'egli scrittore in cerca di gloria, che la ama da molto tempo. La madre di lui, però, Arkadina, disprezza l'inconsistenza delle sue liriche fantasie mentre l'amata Nina non vuol saperne di lui. Nello sguardo pietoso con cui Cechov abbraccia i suoi personaggi in crisi - come sottolinea Marco Sciaccaluga - sta l'essenza del suo genio: «La feroce denuncia del nostro nulla, coniugata in una continua altalena di ridicolo e patetico, diventa uno stringente invito a compatire, ad amare questi esseri inutili che siamo. Il palcoscenico di Cechov è la forma più gentile, condivisa, ironica di spietatezza. Il suo Teatro della Crudeltà è il più umano che io conosca». Il Gabbiano sarà in scena al Carcano da giovedì 31 gennaio a domenica 10 febbraio.

Info e biglietteria: botteghino Teatro Carcano, corso di Porta Romana 63 Milano. Tel. 02-55181377-362. Orari: da lunedì a domenica ore 10-18,30 www.teatrocarcano.com