Gaffe, polemiche e passi falsi L'estate più nera del sindaco

Tra clamorose gaffe e una macchina arancione che scricchiola non è un'estate facile quella del sindaco Giuliano Pisapia atteso da un autunno caldo in cui per i milanesi già stremati da tasse e aumenti, al pettine arriverà il nodo del bilancio. E già si parla di biglietto del tram e asili. Per ora c'è il ridicolo divieto (rapidamente rientrato) di mangiare il gelato dopo mezzanotte o il più preoccupante imam in odore d'integralismo chiamato a chiudere il Ramadan, passando per il bavaglio messo all'opposizione che protesta per l'ennesima tariffa da rincarare e la «serrata per indignazione» di Dolce & Gabbana. Una spruzzata di lotta di classe rispolverata contro gli stilisti accusati di essere evasori fiscali dall'assessore Franco D'Alfonso. Non proprio una bella immagine nel mondo per una città che con l'Expo del 2015 sta cercando di darsi un'immagine internazionale. Così come forse non è stata una bella immagine per Milano l'invito a condurre la preghiera del Ramadan per l'imam Sheykh Riyah al Bustanji, un predicatore che inneggia al «martirio» religioso dei bambini.