Gallera: «Referendum day e meno burocrazia»

Norme più semplici, tempi accorciati, procedure uniformi e un referendum day consultivo per consentire ai comuni che lo vorranno di unirsi. Il primo tra fine novembre e dicembre, ma poi ogni anno ci sarà un appuntamento per sancire eventuali altri «matrimoni». Perché uno dei frutti della crisi sono le casse vuote delle piccole amministrazioni che per continuare a offrire i servizi indispensabili ai residenti ora cominciano a pensare di rinunciare agli orgogli di campanile e procedere alle più vantaggiose fusioni. È passata ieri in consiglio regionale con il solo voto contrario di Anna Lisa Baroni (Pdl), la risoluzione presentata dal presidente della Commissione speciale sulle autonomie Giulio Gallera (Pdl) per semplificare l'iter burocratico e rendere più veloci le procedure. «La Regione - ha spiegato Gallera - vuole dare un segnale concreto per «garantire che se c'è la volontà delle amministrazioni interessate il processo di fusione, grazie anche al referendum day, si chiuderà prima delle amministrative del prossimo anno». Già pronta la risposta alle eventuali critiche. «Non si voglio certo cancellare le identità - ha aggiunto Gallera -, ma pur mantenendo le tradizioni, dare ai cittadini servizi adeguati».
Anche a fronte delle recenti norme che impongono limiti e vincoli anche ai piccoli comuni (con meno di 5mila abitanti e a quelli di montagna con meno di 3mila) i progetti di fusione secondo Anci Lombardia sono già venti, riguardano 62 comuni e coinvolgono 130mila persone. «Ma - ha precisato l'assessore Massimo Garavaglia che da leghista affronta un tema spigoloso - rimane comunque tutto in capo alle autonomie locali: su questo tema non possono esserci forzature». Un concetto espresso in modo più esplicito dal capogruppo della Lega Massimilano Romeo e dal consigliere Federico Lena che precisando che «Regione Lombardia terrà conto della volontà dei cittadini espressa nei referendum e non la ignorerà come già successo in passato. La popolazione andrà coinvolta non solo con i referendum, ma anche in modo preventivo con assemblee e altre forme di partecipazione, in cui gli abitanti saranno messi a conoscenza dei contenuti e della tempistica». Una volta raccolti i dati dei referendum consultivi, il consiglio regionale avrà l'ultima parola sui processi di fusione. «In un momento in cui le risorse sono sempre minori - spiega il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo - per gli enti locali è importante proporre un modello di riordino che vada nella direzione del risparmio, ma non a discapito dell'efficienza». E per quanto riguarda le gestioni associate delle funzioni, l'assessore Garavaglia ha spiegato che «è in via di definizione un Tavolo allargato ad Anci e Prefetture che deve aiutare i Comuni a dare una lettura uniforme delle regole che oggi sono complicatissime e in disaccordo fra loro».