Gallera: «Sfida in 4 anni per difendere le donne»

Giuliana De VivoSi chiama «Un tango solidale dalle scarpe rosse», è l'evento che si tiene nella serata di oggi, in contemporanea a Milano, Roma e Parigi, in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne. Mentre questa mattina alle 10.30, al «belvedere Jannacci» del Pirellone, il governatore Roberto Maroni farà il punto sul fenomeno e sulle strategie per contrastarlo assieme al presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo e all'assessore al reddito di autonomia e all'inclusione sociale Giulio Gallera. Proprio con quest'ultimo abbiamo parlato del delicato tema e delle novità in vista. Cominciamo dalla campagna di sensibilizzazione che presentate oggi: in cosa consiste? «Mira a far conoscere meglio i centri anti-violenza attraverso spot radiofonici e diffusione di materiale in consultori, pronto soccorso, ospedali, supermercati. Sarà anche distribuito un braccialetto arancione nelle associazioni sportive: un invito a schierarsi contro la violenza. Stiamo studiando anche un'ulteriore campagna nelle scuole, per agire anche sul fronte culturale, da far partire in primavera, magari con dei testimonial noti». Per esempio?«Mi viene in mente Alex Britti, che ha scritto una canzone sul tema, o Michelle Hunziker che è da tempo impegnata su questo fronte. Ma sono solo idee teoriche, stiamo pianificando»Intanto la Regione ha avviato il piano quadriennale contro la violenza sulle donne. Cosa prevede? «Siamo la prima Regione in Italia a farlo, l'obiettivo è estendere le reti del territorio regionale e metterle a sistema: vuol dire formare le diverse professionalità che intervengono, come medici, infermieri, avvocati, magistrati, forze dell'ordine in modo che sappiano cogliere i primi sintomi. Ma, soprattutto, è necessario che la presa in carico sia omogenea, uguale in tutto il territorio: vuol dire stabilire tempi e modi precisi con cui i volontari dei centri anti-violenza, le forze dell'ordine, i Comuni e le case rifugio dove le donne vittima di violenza vengono ospitate intervengono nelle varie fasi. Inoltre i centri devono essere aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7». to e 7 gg su 7 questi standard qualitativi vanno rispettati. Con quali soldi fare tutto questo? «Fino al 2015 abbiamo speso circa 1,8 milioni di risorse regionali, per il 2016 ci sono altri 2,7 milioni di risorse statali - percepite a fine 2014 ma che finora per via del patto stabilità non era stato possibile impiegare - e 7 milioni di euro in conto capitale che serviranno per investimenti nelle strutture fisiche dei centri». La Lombardia è la regione italiana con più femminicidi: dipende dalla maggiore popolazione oppure nella locomotiva d'Italia qualcosa non va?«C'è anche chi la legge diversamente, magari qui c'è una maggiore consapevolezza da parte delle stesse donne, abituate a lavorare e a tenere la testa alta: i dati ci dicono che tra le vittime ce ne sono tantissime istruite e di cultura, e che oltre la metà sono donne con una occupazione. Il dato comunque, considerando la popolazione, è in linea con la media nazionale» Sotto il profilo culturale, bastano queste campagne? Come si fa a promuovere un cambiamento vero?«Il punto chiave è che questo non è un tema solo femminile. Ma aggiungo anche che in un momento in cui sembra che bisogna dire per forza che siamo tutti uguali, io penso invece che siamo tutti diversi e che questa diversità va rispettata». Il magistrato Fabio Roia, presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano che siede anche al tavolo permanente in Regione contro la violenza sulla donne, ha parlato della necessità di specializzare i magistrati e di ridurre i tempi dei procedimenti: che ne pensa?«La Procura di Milano ha fatto moltissimo, in generale c'è un grosso impegno anche perché, come ha detto Roia, se non si chiude il procedimento in tempi rapidi è come se fossimo in presenza di una seconda violenza».