Galleria e piazza Duomo altri due spazi all'asta Premiato il made in Italy

Gara per i locali di «Benetton» e «Leo Pizzo» E lunedì i vincitori per Salotto e Gatto rosso

Chiara Campo

Avanti un altro (anzi due). Non si è ancora chiusa la gara per due ristoranti in Galleria - gli spazi occupati dalla «Locanda del Gatto rosso» e «il Salotto», lunedì alle 10 è convocata la seduta pubblica per aprire le sei offerte economiche e aggiudicare provvisoriamente i locali - e il Comune ieri ha lanciato altri due bandi. Questa volta vanno all'asta i 73 metri quadrati in Galleria del negozio «Leo Pizzo) (la concessione scade il prossimo 16 novembre) e i 1.758 metri quadrati tra piano interrato, terra e ammezzato del megastore «Benetton» in piazza Duomo (il contratto scade il 31 dicembre). Nel primo caso si parte da una base di 116.800 euro di affitto all'anno, per accaparrarsi lo spazio che ha vetrine affacciate sui portici meridionali della piazza oltre che su via Dogana e via Mazzini il prezzo minimo per partecipare è invece di 2 milioni 153mila e 550 euro all'anno. Quasi 180mila euro al mese. C'è tempo fino al 6 giugno per presentare le offerte, gli spazi saranno affidati in concessione per diciotto anni.

«Anche in questo caso - sostiene l'assessore al Bilancio e Demanio Roberto Tasca - vengono assegnati due spazi prestigiosi attraverso bandi di gara. Continua il percorso di valorizzazione economica del complesso monumentale e fissiamo modalità e regole chiare sulle categorie merceologiche e il tipo di indirizzo commerciale più idoneo».

E in effetti i punteggi attribuiti alle offerte tecniche (sessanta punti su cento) fanno intendere il genere di brand che il Comune preferirebbe avere come inquilini. Per lo spazio in Galleria, le categorie premiate con più punti (fino a 40) sono le «attività di eccellenza nel campo della vendita di gioielli», segue la «vendita di oggetti o arredi di design» (max 35 punti), terzo le «opere d'arte originali e uniche» (fino a 30). A scendere: fino a 25 punti per i «prodotti enogastronomici di alta gamma che siano rappresentativi della qualità italiana della produzione alimentare» (e solo vendita prodotti confezionati, senza somministrazione) e fino a dieci per attività commerciali «di eccellenza diversa». E punti in più (fino a 20) sono previsti per il made in Italy, o come cita il bando, per la «commercializzazione prevalente di marchi italiani d prestigio o di fama», solo la metà per chi vende «marchi non italiani di prestigio o di fama internazionale». I punteggi che riguardano l'attività proposta non sono cumulabili e chi non raggiunge almeno venti punti con l'offerta tecnica non è ammesso all'apertura della busta con l'offerta economica.

Per il mega spazio di piazza Duomo (il lotto 2) i concorrenti dovranno dimostrare di essere «in possesso di esperienza nella riqualificazione di ampi spazi di pregio, comparabili a quelli oggetto del bando, nei quali gestiscano o abbiano gestito attività imprenditoriali/commerciali di prestigio o di fama internazionale». Nessuno dei due lotti può essere destinato a ristorazione e sono escluse i, come sempre, le attività di sexy shop, money transfer, phone center, sala giochi, centro massaggi, agenzie di raccolta scommesse.

E lunedì come si diceva si chiude (almeno provvisoriamente) bando per i locali del «Gatto rosso» e del «Salotto», preceduti da polemiche e ricorsi. Dopo l'esclusione di quattro imprese per mancanza dei requisiti è diventata una partita a sei (tre per ogni spazio). La commissione di gara riferirà gli esiti delle offerte tecniche e aprirà le buste economiche. A meno che vincano gli inquilini, per l'aggiudicazione definitiva il Comune dovrà attendere la sentenza del Consiglio di Stato attesa il 22 giugno sui loro ricorsi prima di consegnare le chiavi.