Galleria a pezzi? Il Comune chiede ai «condomini» di pagare le spese

Il Comune di Milano chiama a raccolta i privati - in particolare le grandi firme che hanno in affitto degli spazi nella galleria Vittorio Emanuele - per creare un fondo che serva alla manutenzione del «salotto della città». L'obiettivo è chiaro: «Evitare - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Carmela Rozza - che la Galleria cada a pezzi». Sono due le ipotesi avanzate «o si costituisce una sorta di condominio e si dividono le spese in base ai millesimi - ha spiegato - o, in base al contratto d'affitto si applica un 10% di fondo annuo. In tutto questo anche il Comune - che è proprietario ed occupa buona parte degli spazi - farà la sua parte. La stima dei tecnici è che servano circa 2 milioni di euro all'anno». La proposta che Rozza preferisce è quella di una quota in base ai millesimi, ora bisogna vedere se griffe come Prada e Gucci e alberghi e ristoranti di lusso saranno della stessa idea.
«In questo momento di crisi - ha detto il sindaco Giuliano Pisapia - un contributo da parte di tutti i privati che hanno anche interesse a rendere la città più bella sempre bene accetto». Si inizierà a parlarne dopo l'estate. «Faremo a settembre una serie di incontri - ha aggiunto - sull'Expo 2015, sulla situazione dei lavori, delle infrastrutture e sulla preparazione della città. E all'interno della preparazione della città la galleria diventa un punto fondamentale». Un punto importnate tant'è che è stata fissata la data per la gara d'appalto da oltre un milione di euro per alcuni interventi urgenti. «Ma la Galleria - ha aggiunto - non può essere trattata in emergenza». E dunque ha bisogno di una manutenzione continua (con fondi dedicati, che serviranno anche per i lavori della volta a vetri, dove ci sono già infiltrazioni d'acqua quando piove). «La Galleria è una grande ricchezza di Milano dobbiamo far sì che non abbia una pecca»