Gay pride, i commercianti in rivolta

Il corteo paralizzerà corso Buenos Aires: «L'omofobia non c'entra per noi è un danno»

Più che arrabbiati sono delusi i commercianti di Buenos Aires. Sabato 29 sul corso si terrò il gay pride e per l'occasione un pezzo di strada resterà chiuso dalle 17 fino aa sera. Questo è quello che è riuscito a strappare Gabriel Meghnagi, dell'Ascobaires (l'associazione legata a Confcommercio) l'altro giorno al tavolo col Comune. «Per noi è un danno commerciale - spiega - anche se siamo riusciti a ottenere che venga chiusa solo una parte del corso, da viale Regina Giovanna a piazza Oberdan: 200 metri invece di 1,6 chilometri come era stato chiesto dagli organizzatori all'inizio. Sono uscito soddisfatto dall'incontro perché ho ottenuto il massimo che potevo. Ma il Comune non ci ha aiutato -racconta con l'amaro in bocca - Bastava che gli assessori Maran e Granelli dicessero quella che è poi la verità, perché il caos del traffico così è assicurato. Invece hanno detto che i milanesi saranno tutti via, in vacanza. Sarà, ma non credo che di questi tempi ci sia tanta gente che parte».

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