La "gay street" ha un nuovo look per Expo

Drag queen e bandiere arcobaleno per celebrare la fine dei lavori

Ci sono palloncini e nastri arcobaleno lungo la strada, chiusa eccezionalmente al traffico. E c'è «la Cesira» - drag queen locale - per il taglio del nastro con la consigliera Pd Rosaria Iardino e l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza. Anche Milano ha la sua «gay street», fortemente voluta (e non stupisce) dalla giunta Pisapia. Il Comune ha rifatto il look a via Sammartini, tra vi« Tonale e Schiaparelli, di fianco ai Magazzini Recalcati della stazione Centrale. Marciapiedi più larghi, dissuasori per impedire la sosta selvaggia, nuova illuminazione. Ieri per l'inaugurazione dalle 16 a sera ci sono state performance, musica a palla, dj, il cantante Ivan Cattaneo ospite d'accezione. «É un passo avanti ma siamo ancora indietrissimo rispetto alle altre grandi città europee - sostiene Felix Cossolo, presidente dell'associazione Gay street via Sammartini -: avevamo chiesto la pedonalizzazione della strada, e vorremmo un vero e proprio quartiere gay». Se il centrosinistra farà il secondo mandato, arriverà anche quello- Dal registro delle coppie di fatto alla trascrizione delle nozze omo celebrate all'estero, (almeno) la comunità lgtb è tra quelle che dal sindaco Pisapia sta ricevendo le maggiori attenzioni.

E con la via rifatta a nuovo e più spazio davanti ai locali, avvisa il presidente Cossolo, il quartiere diventerà «un punto di attrazione durante Expo, i locali rimarranno aperti giorno e notte». Oggi, tendenzialmente, i pubblici esercizi lavorano dalle 20 alle 3 di notte, i club privati invece possono arrivare fino all'alba con la musica e le gare di strip. Da maggio a ottobre invece, apriranno i cancelli non stop. Felix Cossolo racconta la genesi di via Sammartini come gay street. Qui, dice, aveva aperto «Babele», la prima libreria. Poi proprio lui (proprietario di tre locali) ha aperto l'«Afterline» («per giugno ho organizzato una grande festa per i quarant'anni dal coming out»). Sono arrivati via via «V.M. 18», «Club 23», e assicura che anche il ristorante cinese all'angolo e il supermercato «sono gay friendly».

E «gay friendly», i titolari dei locali che hanno già presentato le richieste in Comune per allestire i dehors nei nuovi marciapiedi allargati, vorrebbero che fosse Grandi Stazioni. Per il 31 marzo il gestore delle ferrovie ha indetto una conferenza stampa per presentare il progetto di riqualificazione del Rivelato ferroviario, i grandi magazzini abbandonati da anni: «Speriamo vengano utilizzati per spazi commerciali e locali». La consigliera Pd Rosaria Iardino che ha spinto per la trasformazione della via fa presente che «ora non solo i frequentatori dei locali, ma mamme, anziani possono attraversare la strada senza fare i conti con la sosta selvaggia e in sicurezza- E prima avvenivano aggressioni di notte ora ci sarà più illuminazione». Ognuno, contesta il consigliere Fdi Riccardo De Corato, «ha le sue priorità. Le giunte di centrodestra ristrutturato teatri e creati nuovi quartieri, Pisapia sarà ricordato per le battaglie gay». La Iardino in risposta lo invita a «prendere un aperitivo con me nella gay street».

Commenti

Giorgio5819

Dom, 22/03/2015 - 16:20

Nuovo passo verso la agognata frociolandia dei sinistri. Ennesima imposizione degli sbagliati che pretendono di definirsi superiori.

torquemada63

Lun, 23/03/2015 - 10:32

una domanda sorge spontanea, ma questi democratici hanno chiesto ai cittadini che ne pensano? Quando tra qualche anno questa strada sarà pieno di locali gay più o meno scollacciati.quando per strada si aggireranno drag queen ubriache o in crisi isterica, che diranno i residenti nel tempo più che una gay strett diventerà una specie di ghetto, milano ormai è una città distrutta , milano non ha mai fatto differenze tra etero e gay, ma questa continua ricerca di prevaricazione e pretesa superiorità comincia a stufare , penso che questa accettazione forzata ed obbligata col tempo isolerà ancora di più la comunità gay.