La Gdf: «Lotta all'evasione dei colossi web»

Il bilancio dei primi cinque mesi del 2017: 37mila gli interventi per i reati fiscali

Oltre 37mila interventi contro i traffici illeciti e i reati fiscali. È il bilancio delle operazioni della Guardia di finanza della Lombardia nei primi cinque mesi del 2017 presentato ieri in occasione delle celebrazioni per i 243 anni dalla fondazione del corpo.

Le Fiamme gialle hanno inoltre portato a termine in Lombardia 2.914 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e dalla Corte dei conti, su 3.396 richieste ricevute. Hanno contrastato i grandi traffici illeciti e partecipato ai dispositivi di ordine e sicurezza pubblica. Nello stesso periodo sul fronte della lotta alle frodi fiscali la Gdf ha concluso 632 indagini di polizia giudiziaria, cui si sommano 3.103 fra verifiche, controlli e altri interventi a tutela degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali. Sono state denunciate 637 persone per reati fiscali e sono state individuate 93 frodi all'Iva e 47 casi di evasione internazionale. Sono poi state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie, per il recupero delle imposte evase nei confronti di responsabili di frodi fiscali, per oltre 39,7 milioni di euro e avanzate proposte di sequestro per 243 milioni. In materia di riciclaggio invece sono stati effettuati 61 interventi che hanno portato alla denuncia di 90 persone, di cui sette sono state arrestate. Le segnalazioni per operazioni sospette approfondite dai reparti sul territorio appositamente delegati sono state 2.024. Nelle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di Borsa, sono stati denunciate 198 persone, di cui 19 finite in manette, e sequestrati 81 milioni di euro ai responsabili di distrazioni patrimoniali ai danni di società fallite. In riferimento all'attività del Nucleo di polizia tributaria di Milano, in collaborazione con la Procura, il comandante interregionale dell'Italia Nord-Occidentale, generale di corpo d'armata Giuseppe Vicanolo, ha sottolineato «l'importanza del grande lavoro di squadra» fatto anche con l'Agenzia delle entrate «ai fini del contrasto all'evasione da parte dei colossi mondiali della web economy». Il lavoro svolto, ha continuato il generale Vicanolo, «ha portato i suoi frutti, considerato che a fine 2015 Apple ha versato all'erario 318 milioni di euro, mentre Google ha firmato un mese fa un concordato pari a 306 milioni di euro». Risultati «unici a livello internazionale» e «frutto di un lavoro milanese che si è strutturato nel tempo».

RC