Gelmini: «Non buonismo ma controlli»

Maroni chiede di chiudere le frontiere ai clandestini E De Corato: «Militari nelle strade per prevenire»

«Chiedo al governo uno scatto di dignità e forti iniziative di prevenzione, che vuol dire chiudere le frontiere ai clandestini. Sono preoccupato perché il terrorismo islamico si è infiltrato anche da noi». Il presidente della Regione, Roberto Maroni, insiste nel chiedere interventi di chiusura delle frontiere, anche se esprime soddisfazione nei confronti degli inquirenti: «Bene hanno fatto le forze dell'ordine in questa operazione».

Mariastella Gelmini invita a intensificare le misure di prevenzione. «Il finto buonismo della sinistra produce errori che potrebbero risultare tragici. Il buon senso richiede che ci siano controlli veri. Il tempo delle chiacchiere è finito» dice la capolista di Forza Italia a Milano e coordinatrice lombarda del partito. «La notizia degli arresti è ottima e il ringraziamento va al grande lavoro svolto dalle forze dell'ordine - aggiunge Gelmini -. Il dato reale è che bisogna, in questo particolare momento storico, gettare le basi per una gestione vera dell'immigrazione».

L'ex vicesindaco, Riccardo De Corato, capolista di Fratellid'Italia alle Comunali, sottolinea il timore di avere «potenziali terroristi come vicini di casa». Così, dopo l'applauso di rito agli investigatori e alle forze dell'ordine, insiste sulla situazione che sta degenerando. «Il governo ha ripetuto per mesi che in Italia non c'erano cellule di terroristi islamici, ma gli arresti di oggi dimostrerebbero il contrario. Il problema è che le politiche del centrosinistra, sia quello nazionale che quello milanese, non ci garantiscono la sicurezza che chiediamo, soprattutto in un momento storico difficile come questo». Fino alla proposta: «Ci vogliono i militari sulle strade, che a Milano Pisapia tolse appena insediato a Palazzo Marino, ci vogliono i vigili di quartiere, che gli arancioni hanno ridotto a guardiani della sosta vietata, ci vogliono leggi regionali e nazionali che regolamentino le moschee: la priorità deve essere data alla sicurezza, come ha sempre detto il centrodestra».

Nicolò Mardegan, candidato sindaco della lista civica di centrodestra «NoixMilano», si concentra sui rischi di un'integrazione che manca: «Il flusso migratorio incontrollato non porta solo profughi e clandestini, tra cui è bene fare una differenza chiara, ma trasferisce anche ideologie che si radicano nel nostro territorio, non producendo quell'integrazione che nasce dall'incontro di culture diverse, bensì un effetto negativo: inducono cittadini italiani a cedere sotto i colpi di una tradizione più forte di quanto non sia la nostra oggi, erosa com'è dal relativismo e dal nichilismo». Dice Mardegan: «Riprendiamoci la nostra terra, difendiamo i nostri valori, impediamo che l'integralismo di qualsiasi matrice inquini il buon vivere civile e dunque riduca al minimo il senso di sicurezza di noi cittadini».

A rassicurare sull'allarme lanciato dall'intelligence Usa su possibili prossimi attentati firmati Isis in Italia è Stefano Dambruoso, parlamentare milanese di Scelta Civica e magistrato esperto di terrorismo internazionale: «Non sono notizie false, ma non raggiungono il livello di riscontro necessario, per poter essere accreditate come notizie credibili. In un periodo in cui la percezione del rischio è elevatissima, si sono comprensibilmente diffusi gli allarmi su possibili attentati anche in Italia. Ma, ripeto, non si hanno ancora riscontri tali da renderli effettivi». Parole che permettono di rasserenare gli animi almeno rispetto agli scenari più inquietanti.