«Gentile sindaco, sistema il mio parco giochi»

Alessandro, 7 anni, scrive al Comune: ieri l'incontro con il primo cittadino

Chiara Campo

«Gentile signor sindaco». Comincia così, con la calligrafia e gli errori tipici (e perdonabili) di un bambino di sette anni, la lettera qualche tempo fa a Beppe Sala. «Mi chiamo Alessandro e ho sette anni - continua -. Da quattro abito in piazza Bande Nere». E finchè era piccolo, per così dire, intono ai tre anni, non si sarà accorto che qualcosa da quelle parti non andava. Crescendo è diventato un baby cittadino più esigente. «Qui nella piazza - denuncia - c'è un parco giochi molto piccolo e brutto. Lei potrebbe per favore allargarlo e abbellirlo un pochino?». É un bambino fantasioso ma pratico: in fondo alla paginetta disegna un cerchio (il giardino) e (probabilmente) gli alberi intorno. Tanto per dare un'idea al signor sindaco che, magari, da quelle parti ci è passato velocemente in campagna elettorale. «Mi mamma l'ha già chiesto in Comune ma non è riuscita a convincerli che io, la mia sorellina più piccola e i miei amichetti abbiamo bisogno di giocare in un parchetto più bello, dove poter giocare anche con la palla».

Messaggio ricevuto. Alessandro ha scoperto che qualche volta i sindaci ascoltano anche i più piccoli. Sala si è messo d'accordo con la mamma e ieri si è presentato di buon mattina al parchetto di Bande Nere per farsi spiegare dal piccolo cosa servirebbe per rendere più bello il parchetto dove trascorre un buon pezzo delle sue vacanze.

Oggi c'è lo scivolo, qualche gioco a molle, un'altalena. Alessandro, bimbo sveglio, ha provato a volare alto. In qualche momento hanno faticato a capirsi, il ragazzino usava un linguaggio troppo «tecnico» anche per il sindaco, ha dovuto spiegargli con calma cosa intende con il «gioco della piramide», una specie di percorso avventura con le corde, nel quartiere sarebbe accolto come un bel regalo del Comune dai dieci anni in giù. Si sono stretti la mano, chissà se Sala manterrà la parola, sicuramente Alessandro si farà risentire presto con una lettera ancora più convincente, non mollerà l'osso.

«Questa mattina sono stato in Bande Nere, mi ha accompagnato il piccolo Alessandro per chiedere aiuto per sistemarlo. Con me - racconta su Facebook il sindaco dopo la visita - c'erano degli ottimi tecnici del Comune che da oggi sono al lavoro per trovare una sistemazione il più presto possibile». Niente giochetti.