«Germania come la Lombardia, divieto di burqa»

Maroni ricorda la norma imposta da gennaio negli ospedali. E Boni: «La sinistra ci criticò»

Dopo la Francia ed il Canton Ticino in Svizzera il burqa potrebbe essere presto vietato nei luoghi pubblici anche in Germania. Il ministro dell'Interno Thomas de Maiziere lo ha annunciato come uno dei 27 punti del pacchetto antiterrorismo che presenterà a breve. «Una norma di semplice buon senso - sostiene il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi - che andrebbe applicata anche in Italia. Nonostante la legge Reale del 1975 vieti di girare a volto coperto con caschi o altro, da noi viene concesso alle persone di fede islamica di coprire il viso e non essere identificabili. Tranne in Lombardia, unica Regione dove c'è una norma regionale che impedisce di coprire il viso negli ospedali e nei luoghi pubblici». I cartelli sono appesi dal primo gennaio nelle strutture ospedaliere del territorio. Lo ammette anche il governatore Roberto Maroni: «La Lombardia anticipa sempre i tempi». E il suo assessore alla Sicurezza Simona Bordonali ricorda come la Regione otto mesi fa abbia inaugurato il divieto di ingresso negli ospedali, nelle sedi istituzionali della giunta e degli enti e società del Sistema regionale con burqa, niqab o un qualsiasi oggetto che impedisca la riconoscibilità della persona. Condivide quindi «pienamente» la misura in vista in Germania. «Prova a copiare il nostro provvedimento, andando anche oltre. A questo punto - afferma la Bordonali - chiediamo ancora una volta al governo di uscire dal sonno profondo e di prendere una posizione forte, impedisca l'accesso a chi indossa il velo anche in altri luoghi e la circolazione per le strade a volto coperto».

Chissà, provoca il segretario provinciale della Lega Davide Boni. «cosa diranno ora i benpensanti di sinistra filo-germanici, dinanzi alla proposta del governo tedesco di volere introdurre per ragioni di sicurezza il divieto all'uso del burqa, dopo che qualche mese fa la Regione Lombardia, per le stesse ragioni, era intervenuta per fare rispettare una legge nazionale mai applicata». Allora «le opposizioni, probabilmente a corto di argomenti, strillarono la propria indignazione accusando la Regione di compiere atti demagogici. Purtroppo per loro, il dato di fatto inequivocabile è che Maroni ci aveva visto giusto. Ora perfino la Germania ha capito che di fronte terrorismo servono misure rigide e non parole o gessi colorati».