Ghisa e Comune, guerra da 7mila euro

I vigili confermano l'agitazione per «oh bej!» e Scala e preparano il loro Ambrogino di cartone

Per un attimo c'è stato chi ci ha creduto. Ma i fronti aperti erano troppi perché la questione si potesse chiudere in un pomeriggio. Si è concluso con un rinvio l'ennesimo incontro tra il Comune e i rappresentanti dei dipendenti pubblici, vigili in primis, per cercare di trovare un accordo e sventare il pericolo dello sciopero degli straordinari e le due assemblee sindacali, dalle 17,30 alle 7,30 e per domenica, dalle 17,30 alle 00,15. Grande assente il sindaco, che da mesi sfugge al confronto, e il comandate del corpo, Tullio Mastrangelo. Verso le 20 si «congela» la trattativa: le sigle sindacali scrivono in documento - in cui si chiede appunto il ritiro della delibera sul contratto decentrato e il mantenimento del contratto attuale con premi per il periodo di Expo - una sorta di pre intesa da far firmare agli assessori. Diversi i fronti aperti con i vigili: il contratto decentrato, il loro impiego negli sgomberi in flagranza di reato degli alloggi di edilizia residenziale pubblica occupati abusivamente, il mancato riconoscimento dell'indennità di ordine pubblico per il servizio prestato durante l'Asem, l'alluvione del Seveso, con i vigili mandati con l'acqua fino alla cintura a dirigere traffico e milanesi inferociti. (...)