«Già 250 sindaci hanno pronta la mappa delle moschee»

(...) E la notizia è che al momento sono già stati duecentocinquanta quelli che hanno risposto.

Per la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini «non basta una verifica attenta dei documenti rinvenuti dalle autorità libiche. Se confermata, la presenza delle organizzazioni terroriste a Milano e in un quartiere come San Siro che è un crogiolo di etnie diverse e di disperati provenienti dal Nord Africa dovrà indurre il governo a predisporre subito un dispositivo di sicurezza capillare e molto più efficace». Per domandarsi poi «se non sia arrivato il momento di ripristinare una legislazione antiterrorismo più efficace. D'altra parte la vicenda di Abu Nassim, all'anagrafe Moez Ben Abdelkader Fezzani - arrestato dagli americani, ceduto agli italiani, processato a Milano, assolto e scarcerato e tornato a fare il terrorista -, non può che essere vista con preoccupazione. Il governo deve smettere i panni dell'immobilismo e, cooperando anche coi Paesi in lotta contro il terrore come la Libia, deve agire subito, prima che sia troppo tardi».

L'ex candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi e il consigliere comunale di opposizione Matteo Forte in una nota congiunta scrivono che «è quanto mai urgente che la giunta adotti le misure contenute nelle nostre proposte: sul tema della lotta all'islamismo politico la sinistra è stata troppo reticente e noi lo abbiamo già denunciato in campagna elettorale. Invece di nascondere la polvere sotto il tappeto nel tentativo di tenere buoni rapporti con tutte le realtà di musulmani, il Pd dovrebbe alzare la guardia». Tra le loro proposte «un Comitato composto da due consiglieri di maggioranza e due d'opposizione che, avvalendosi della collaborazione di esperti, recepisca il lavoro delle autorità di pubblica sicurezza e monitori i luoghi e le sale di preghiera presenti a Milano e censisca gruppi e sigle che vivono in città, un'unità di specialisti nella contro-radicalizzazione che sia d'ausilio a chi lavora nelle scuole, agli assistenti e agli operatori sociali, nelle case popolari come nelle carceri, in grado di saper leggere le manifestazioni di certi soggetti a rischio e prevenire eventuali atti di terrore». Critica l'assessore del Pd Carmela Rozza: «Lascerei le attività di intelligence alle forze dell'ordine e alle autorità preposte, mentre possiamo essere interessati a un comitato trasversale con a capo Stefano Dambruoso che proponga attività a livello amministrativo per prevenire la radicalizzazione».

Giannino della Frattina