Giallo alla Mangiagalli Documenti sensibili abbandonati in cortile

Centinaia di fogli, documenti, fatture dell'ospedale Policlinico stoccate in un angolo del cortile alla portata di chiunque. Anche dell'obiettivo della macchina di un fotografo che le ha immortalate. Gli scatoloni con la scritta ben visibile «dati sensibili» erano ammucchiati nel vialetto della Mangiagalli che si imbocca da via della Commenda per raggiungere il Policlinico. Un vialetto parecchio frequentato: lo percorre chi va a fare gli esami del sangue, chi va a ritirare gli esiti dei prelievi o chi deve raggiungere il bar dell'ospedale. Non è dunque un cortile privato, nascosto, fuori dalla portata di chicchessia. È una strada dove c'è un bel via vai: quasi 10mila prestazioni al giorno, quasi 5mila i dipendenti del Policlinico. Proprio lì sono stati ammassati gli scatoloni con i documenti di dati sensibili destinati al macero. Forse carta vecchia, ma comunque documenti riservati e invece aperti e accessibili.
Come è possibile che i dati sensibili rimangano così incustoditi in un cortile dell'ospedale? Dalla direzione del Policlino ieri pomeriggio smentivano con forza che dentro a quelle scatole potessero esserci cartelle cliniche o risultati di esami. Le cartelle cliniche non verrebbero gettate. Mai. L'ospedale conserva ancora sotto chiave - dicono - quelle di cento anni fa. E per quanto riguarda i referti degli esami, a parte la copia stampata che viene consegnata al paziente, restano solo ormai nella memoria dei computer. Secondo la direzione del presidio quello che si vede spuntare dagli scatoloni possono essere soltanto fatture dei ticket, o richieste di prestazioni che sono sempre documenti ritenuti «sensibili» - in quanto riportano nomi, cognomi ed esami richiesti - ma che dopo dieci anni l'ospedale può gettare. Documenti con un livello di privacy diversa. E per questo sostengono dall'ospedale possono restare qualche giorno stoccati in un angolo del cortile in attesa che passi il camion per portarli al macero anche se non mai per quindici giorni. Ieri, dopo l'allarme, i responsabili dell'ospedale sono andati a verificare sul luogo. Ma gli scatoloni non c'erano più. «Sono sicuro che dentro comunque non potevano esserci documenti con quelli che noi riteniamo dati “sensibilissimi“, come cartelle cliniche o risultati di esami», spiegano i responsabili dell'ospedale. E raccontano che dopo un certo numero di anni alcuni documenti possono essere buttati. Per questo ogni reparto li accumula, poi il personale delle pulizie dei 33 padiglioni, raccoglie gli scatoloni e li stocca in quel cortile in attesa che partano per essere sminuzzati. «Dati sensibili per noi ha un significato più ampio», e riguardano quintali di carte accumulate ogni giorno. Alla gente qualche dubbio resta.